Ddl Lega-M5s su affido: via assegno mantenimento figli e tempi pari

Stop all’assegno di mantenimento e parità di tempo da trascorrere con i figli per padre e madre. Sono alcuni dei punti centrali del disegno di legge presentato oggi dal Lega e M5S in Senato. Proposta che è stata già depositata in commissione Giustizia e sulla quale inizieranno subito una serie di audizioni. La speranza del primo firmatario del testo, Simone Pillon, è che ci sia “un accordo ampio tra le forze politiche, anche quelle lontane dalla coalizione di governo, e che ci sia un contributo fattivo e non distruttivo nell’interesse dei minori”.

Si grida allo scandalo dicendo che le madri verranno tutte sfrattate: non è così – assicura Pillon in una conferenza stampa a Palazzo Madama – perchè si valuta caso per caso ma la casa familiare non può essere collegata al collocamento del minore perchè diventa motivo conflitto, dobbiamo separare la genitorialità dalla casa. Sui tempi paritetici di frequentazione siamo stati accusati di trasformare i figli in pacchi postali. E’ una vexata quaestio usata da 20 anni ma i nostri figli svolgono le attività pù disparate: corsi di inglese, sport… sono fuori tutti i pomeriggi. Noi dobbiamo garantire tempi sufficienti a entrambi i genitori per poter educare entrambi la prole“. E se i tempi sono equamente divisi tra padre e madre “non ci sarà più l’assegno di mantenimento” e le spese “saranno suddivise per capitoli” e “attribuite in base a criteri di genitorialità“.

Il mantenimento diretto non sarà 50 e 50 fra i due genitori ma si prevede sia su capitoli di spesa divisi in modo proporzionale, con la garanzia che ogni euro versato sarà per il figlio e non per l’altro coniuge“. Si introduce poi la figura del mediatore familiare in caso di separazione con minori se i due coniugi non riescono a trovare un accordo. “L’obbligatorietà della mediazione è un falso problema – spiegano i promotori della legge – perchè già ora è consigliata dagli avvocati e dal giudice. Il fatto che venga stabilito un prezzo politico non più soggetto a libera contrattazione è positivo”.

Nel testo sono previste anche sanzioni in caso di calunnia tra ex: “fino alla sottrazione dell’affidamento genitoriale, qualora si verifichino queste situazioni”. “Questo ddl è stato scritto con il patto di governo – ha spiegato Pillon – perciò ci confronteremo con ogni realtà, sia professionale sia formativa, sia politica o associativa che voglia dare un contributo, l’ossatura del ddl verrà portata oggi in commissione Giustizia poi ci saranno le audizioni e saremo lieti di ascoltare e collaborare con tutti, ma non permetteremo a nessuno di sradicare i quattro punti contenunti nel patto di governo”.

Pillon ha citato una risoluzione del Parlamento europeo che parla della “necessaria uguaglianza nella divisione della responsbailità genitoriale. Mediazione per risolvere i conflitti, piano genitoriale, mantenimento diretto e tempi paritari… ce lo chiede l’Europa per una volta è vero – ha ricordato il senatore leghista -. Senza considerare le innumerevoli condanne dell’Italia davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo“.

Tutte le volte che la Lega fa una proposta di legge si mistifica la realtà – ha denunciato il capogruppo della Lega Massimiliano Romeocome ha fatto oggi il Corriere della sera dicendo che la nostra proposta serve a cancellare l’assegno di mantenimento: è terrorismo psicologico. Questa pdl non va assolutamente a toccare il rapporto tra i coniugi ma modifica i rapporti tra coniugi e figli, invito la stampa che vuole fare gli scoop a leggere prima i documenti. L’assegno di mantenimento per i figli aveva un senso quando passavano la maggior parte del tempo con la madre ma se si vuole dividere equamente i tempo è chiaro che le spese vengano divise a metà tra padre e madre. Solo chi è in malafede non lo comprende. Il titolo di questa legge è: restituiamo i figli ai genitori. La proposta può essere migliorata e modificata ma mi piace il fatto che ci sia la figura di accompagnamento dei nonni, una figura fondamentale per la crescita dei figli“.

Testimonial d’eccezione della causa “dei diritti dei padri” Tiberio Timperi che da anni svolge una personale battaglia su questo tema. “E’ una legge pratica onesta, scritta in maniera comprensibile, uno strumento prezioso mi auguro venga recepito come tale dai giudici“, ha detto il giornalista durante la conferenza stampa.

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