Manovra, nel dl fiscale rottamazione cartelle in 10 rate

Sarà la rottamazione ‘ter’ il piatto ‘forte’ del decreto fiscale. Il provvedimento dovrà accompagnare il varo della manovra, e conterrà numerose novità sul fronte fiscale.

PAGAMENTO DEI DEBITI
Viene prevista la possibilità di rateizzare i debiti fiscali arrivando a spalmare i pagamenti per i prossimi 5 anni, ossia dal 2019 al 2024. Se eseguirà il pagamento in forma rateale, sarà assoggettato a un tasso di interesse molto ridotto, pari allo 0,3%, anziché a quello del 4,5% previsto. Si tratta di un pagamento attraverso un numero massimo di dieci rate consecutive e di pari importo, che scadranno il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019. Per aderire alla rottamazione il debitore, deve presentare, entro il 30 aprile 2019, una dichiarazione all’agente della riscossione, indicando anche il numero di rate prescelto per l’eventuale pagamento dilazionato.

CHI NON PAGA LE RATE
Il provvedimento stabilisce che in caso di omesso ovvero insufficiente o tardivo versamento di una sola rata, la rottamazione diventa inefficace e i versamenti effettuati sono considerati semplici acconti delle somme complessivamente dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo; in tal caso, l’agente della riscossione proseguirà l’attività di recupero coattivo del debito residuo, il cui pagamento non potrà più essere rateizzato. I pagamenti si riferiscono anche alle multe per la strada.

CHI HA GIA’ ADERITO ALLE ROTTAMAZIONI
Chi ha già aderito alle rottamazioni precedenti e che effettuano entro il 30 novembre 2018 il pagamento delle rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, potranno di fruire del differimento automatico del versamento delle restanti somme. Il versamento dovrà essere effettuato in dieci rate consecutive di pari importo, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019, con interessi calcolati al tasso dello 0,3% annuo a partire dal 1 agosto 2019.

GETTITO
E’ stimato un gettito complessivo di 11,1 miliardi dal 2019 al 2024, nella misura di 2,22 mld l’anno.

LA “PACE FISCALE”
Riguarderà le liti tributarie di ogni grado e giudizio, per i ruoli notificati fino al 30 settembre 2019. Per risolvere il contenzioso, si dovrà pagare un importo pari al valore della controversia o, se l’Agenzia delle Entrate ha perso in primo o in secondo grado, un importo pari alla metà o ad un terzo della contestazione. Per ‘fare pace’ sara’ necessario fare domanda entro il 16 maggio e pagare cinque rate trimestrali: tre nel 2019 e due nel 2020. Si prevede di incassare 300 milioni il prossimo anno e 200 l’anno successivo.

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