Manovra, ci siamo! Ecco le mosse del Governo

La manovra, l’iter del dl Urgenze a Montecitorio e l’informativa del premier Conte sul Consiglio europeo. Sono questi gli argomenti principali della giornata politica e parlamentare. Palazzo Chigi, dopo intense riunioni e bracci di ferro nella maggioranza (soprattutto sulla pace fiscale), ha approvato ieri sera la legge di Bilancio, il decreto Fiscale e un decreto Sburocratizzazione, inviando allo stesso tempo il Dpb a Bruxelles. Per il dl Urgenze, contenente misure per Genova e per le aree terremotate del Centro e del Sud del Paese, inizia oggi la vera scrematura degli emendamenti depositati nelle commissioni Ambiente e Trasporti di Montecitorio: gli emendamenti da valutare sono poco meno di 600. Infine, l’informativa del premier Conte sul Consiglio europeo di domani e dopodomani: al centro del vertice ci sarà la Brexit, ma per l’Italia questioni cruciali saranno anche i migranti e la “difesa” della manovra.

Habemus Dpb, ovvero il Documento programmatico di bilancio: il testo che contiene il progetto di bilancio per il 2019 è stato inviato ieri alla Commissione europea. Il Dpb non è la manovra vera e propria, ma mette nero su bianco l’obiettivo di saldo di bilancio e le proiezioni delle entrate e delle spese. Si tratta di un passaggio intermedio importante, e l’Italia (come tutti agli altri Paesi Ue) aveva l’obbligo di spedirlo a Bruxelles entro ieri. L’incognita è rappresentata dal giudizio che darà la Commissione, e le opinioni preliminari sui numeri della manovra non promettono bene. A fine mese toccherà alle agenzie di rating internazionali esprimersi, ed è questo l’appuntamento che crea maggiore apprensione, dato che un downgrade dell’Italia spingerebbe i nostri titoli di Stato vicini al livello junk.

Riguardo ai contenuti della legge di Bilancio, si è trovata l’intesa tra Lega e 5 Stelle (che erano contrari a condoni tout court) sulla “pace fiscale”, promessa elettorale di Salvini: l’accordo fissa un’aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi, e ci sarà l’opzione della dichiarazione integrativa, ma si potrà far emergere fino a un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e con un tetto massimo di 100mila euro. Previste anche norme per ridurre il contenzioso, e la rottamazione ter delle cartelle Equitalia, che cancellerà sanzioni e interessi e dilazionerà in 5 anni i pagamenti. Infine, si stralceranno le minicartelle sotto i 1000 euro accumulate dal 2000 al 2010. Messo nero su bianco anche il superamento della legge Fornero attraverso la Quota 100: costa 7 miliardi e dovrebbe partire a febbraio, con la combinazione che potrebbe essere 62-38. La proposta di bandiera del Movimento 5 stelle, il reddito di cittadinanza, costerà 10 miliardi (2,6 si prenderanno dalle risorse per il Rei, e 1 miliardo andrà ai centri per l’impiego): la misura dovrebbe partire in primavera, con un assegno di 780 euro che verrà caricato sulle carte di pagamento. E’ previsto un monitoraggio degli acquisti, e l’obbligo di frequentare corsi di formazione e di fare 8 ore di lavori socialmente utili ogni settimana. Il contributo economico cesserebbe dopo il rifiuto di 3 offerte di lavoro. Il taglio delle pensioni sopra i 4.500 euro netti al mese dovrebbe invece portare 1 miliardo di euro in 3 anni, e per la Flat Tax si vuole estendere il regime forfettario ad autonomi e piccole imprese che scelgono il regime di trasparenza e con ricavi fino a 65mila euro. Dai 65 ai 100mila euro si pagherà un’addizione del 5%, e per le start-up degli under 35 ci sarebbe un super sconto al 5%. Il costo complessivo della Flat tax per il primo anno è di 600 milioni.

La votazione degli emendamenti al dl Urgenze, riguardante Genova, la sicurezza delle infrastrutture, il terremoto di Ischia e del Centro Italia, nelle commissioni Ambiente e Trasporti alla Camera, dovrebbe iniziare stamattina per poi proseguire domani. Le proposte di modifica sono circa 590, e l’esame è previsto che si concluda giovedì. Un emendamento del Governo prevede che solo il concessionario del tratto autostradale dove era compreso il ponte Morandi, cioè Autostrade per l’Italia, venga escluso dai lavori di ricostruzione del collegamento. Tra le proposte dichiarate inammissibili c’è un emendamento di Forza Italia sulla realizzazione della Gronda, e uno della Lega per l’esenzione generale dal pedaggio autostradale per le ambulanze. Sul sisma nel Centro Italia tre emendamenti identici di Lega e 5 Stelle propongono di prorogare al 31 dicembre 2020 la struttura commissariale per la ricostruzione. Sempre per il Centro Italia i partiti della maggioranza hanno proposto l’utilizzo del “sismabonus” per chi decide di ricostruire casa sua se l’immobile originario dovesse trovarsi nel cratere ed essere classificato come inutilizzabile.

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