Università, abolito numero chiuso a Medicina

Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi”: è questa la secca comunicazione contenuta nel comunicato ufficiale di Palazzo Chigi al termine del consiglio dei ministri di ieri sera che, nelle prime linee guida sulla legge di bilancio, annuncia l’abolizione del numero chiuso a Medicina.

Panico al Miur, dove il Ministro Marco Bussetti dichiara “voglio essere sincero, a me non risulta questa cosa. Farò le dovute verifiche ma non mi risulta nulla di simile” a margine di una conferenza stampa organizzata a Venezia. Il Ministero tenuto all’oscuro lascia molti dubbi sull’effettiva realizzazione di un progetto simile.

Le reazioni sono contrastanti. “Ci aspettavamo un intervento importante del governo nel campo della formazione dei medici, ma l’abolizione del numero chiuso per l’accesso alle facolta’ di Medicina rischia di essere un boomerang afferma il presidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Pierluigi Marini. “I giovani laureati in Medicina che non entreranno nelle scuole di specializzazione si troveranno in una sorta di imbuto: non potranno accedere ai concorsi pubblici e dovranno per forza di cose cercare lavoro all’estero. Se non si aumentano le borse di specializzazione assisteremo ad una nuova fuga di cervelli all’estero“.

Un arretramento gravissimo e un passo indietro di 30 anni con il rischio di perdere il valore europeo della laurea in Medicina perché sarà impossibile certificare la frequenza con un numero di iscritti 5 volte superiore a quello che le università possono formare bene“, durissimo Eugenio Gaudio, rettore dell’università Sapienza di Roma. “Come sistema universitario ribadiamo la disponibilità ad aumentare i posti per le facoltà di Medicina fino a 15 mila in base alle esigenze del Ssn, ma una apertura indiscriminata porterebbe – sottolinea Gaudio – all’impossibilità di una formazione adeguata perché avremmo dei problemi organizzativi con le strutture, con le aule, con i docenti“. Inoltre, secondo il rettore, c’è un altro problema: “Oggi i posti per le scuole di specializzazione sono limitati a circa 7 mila, cosa accadrebbe – chiede – se dalle facoltà uscissero 50 mila laureati in Medicina, come si potrebbero specializzare?

Sì all’abolizione del numero chiuso a Medicina purché non sia soltanto uno slogan” è invece il commento dell‘Unione degli Universitari (Udu). “Il Consiglio dei Ministri – dice l’Udu – con il comunicato n. 23 questa mattina ha dato le prime linee guida sulla legge di Bilancio. Sull’universita’ sono presenti solamente 4 righe in cui si dice che verra’ abolito il numero chiuso per la facolta’ di Medicina di punto in bianco“.

 

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