Il M5s punta Bruxelles con l’unione di movimenti, “addio destra e sinistra anche in Ue”

Mentre Salvini lavora alla ‘Lega delle Leghe’ per scardinare l’attuale sistema politico Ue, Di Maio chiama a raccolta i movimenti europei. “Stiamo lavorando all’idea di un gruppo che metta insieme sensibilità che stanno nascendo ovunque in Europa su temi che hanno tradito sia la sinistra che la destra”. 

L’idea è quella di creare una sorta di monolite che nasca dal basso, dalla società civile, dai vari gruppi di protesta che sono sparsi per il Vecchio continente e che rispondano ai criteri che in Italia incarna il Movimento 5 Stelle. “Un progetto che sostituisca quei partiti che erano Pd e Forza Italia a livello europeo”, ovvero il Partito socialista e i Popolari, “che hanno tradito elettori”.Il capo politico pentastellato ne parla in televisione, poi entra nei dettagli davanti al suo popolo, sul palco di ‘Italia 5 Stelle’.

Dobbiamo creare un nuovo gruppo europeo che non guardi né a destra, né a sinistra, perché noi non siano né di destra né di sinistra“. Ali estreme comprese, ci tiene a sottolineare. Nel suo piano possono rientrare “gruppi emergenti di giovani e non giovani che stanno nascendo in tutta Europa”, a cui il vicepremier italiano vorrebbe mettere alla testa la sua forza politica, forte del fatto che in Ue sono gli unici ad avere responsabilità di governo. Così alle elezioni europee di maggio 2019 “noi andremo oltre e diventeremo protagonisti e ago della bilancia nel futuro Parlamento Ue”. Fissa anche una data, Di Maio “Tra gennaio e febbraio presenteremo il nuovo manifesto per il cambiamento politico europeo, assieme ad altre forze europee” che condividono la piattaforma. 

Non spiega però quale sia la base di partenza, se ci sarà la Rete a fare da collante, né se questa iniziativa sarà messa ai voti su Rousseau, la piazza della democrazia diretta tanto sbandierata nella due giorni al Circo Massimo. Un obiettivo, però, c’è: “Daremo umanità e cuore a delle istituzioni europee che hanno bisogno di un cambiamento, e come sempre partirà dal Movimento 5 Stelle“.

Non sarà nulla di ‘sovversivo’, lascia intendere il ministro dello Sviluppo economico in un ragionamento molto più ampio, che coinvolge anche la stretta attualità. Per la precisione il braccio di ferro in corso con l’Europa sulla manovra ‘del popolo’: “Questo dibattito mediatico non deve far credere che questo governo non riconosca le istituzioni europee”. Anche perché la legge di Bilancio “che abbiamo deciso di portare avanti tende a ricostruire diritti per italiani, come il reddito di cittadinanza, quota 100 e ricompensare i truffati delle banche. Sappiamo che per la Commissione europea non sono principi condivisibili”. 

Di Jean-Claude Juncker e Pierre Moscovici sembra quasi non curarsi il leader Cinquestelle: “Ci attaccano non per ragioni tecniche, perché anche loro sono in campagna elettorale, è tutto legittimo”, però da Bruxelles si aspetta “un avvio della procedura veloce”. 

Corre Di Maio, sente che “se passa questo modello di manovra, che per abbassare il debito investe su diritti sociali, cambia tutta l’Europa”.Magari lo farà ancora Salvini, anche se arrivando in porto da rotte differenti, visto che con il ‘socio’ di governo “ci capiamo sempre al volo”, riuscendo a risolvere i problemi “quando ci parliamo”. Infatti sottolinea che “il rapporto tra me, Matteo e Conte crea solidità”, nell’esecutivo. Magari con la speranza di replicare anche in Ue, quando sarà il momento giusto. 

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