Rassegna stampa 31 ottobre 2018

Rassegna stampa 31 ottobre 2018:
INTERNI
 
Boom. M5s e Lega litigano su tutto (Tav, reddito di cittadinanza, condono, sicurezza, immigrazione, etc), sono composti da blocchi sociali contrapposti e regalano soldi presi a prestito. Stiamo andando verso il disastro ma se il governo cade Giggino e Salvini sono pronti a dare la colpa al resto del mondo. Morale: per disarcionarli definitivamente devono governare il più a lungo possibile (Franco sul Cds)
 
Promesse mantenute. Condono fiscale, condono edilizio, Tap, Muos (mega radar in Sicilia), Ilva: Giggino ha mantenuto le promesse ma erano quelle di Renzi e Berlusconi (Feltri sulla St)
 
Italia a 2 stelle. Il M5s ha bloccato 24 grandi opere come se fossero di per sè un peccato. Meglio non scommettere sul futuro e puntare su un’Italia minore (Mauro su Rep)
 
Prima Repubblica. Consob e Antitrust ancora senza presidente perchè Giggino e Salvini non riescono a spartirsi le poltrone. Ma i grillini non avevano a cuore il “cittadino-risparmiatore”? (Manca sul Cds)
 
Forte e chiaro. Il sen. De Falco: “Non me ne frega niente del processo interno dei grillini”. Su Conte: “Ha un’intelligenza vivace” (int. sul Cds). Più o meno quello che le maestre dicono ai genitori dei bambini 
 
Rai. Alla direzione del Tg1 finisce Giuseppe Carboni, caporedattore del Tg2 che si è solo occupato di grillini negli ultimi anni (Conti sul Cds). All’opposizione zero direzioni: non era mai successo (Messina su Rep)
 
Decreto sicurezza. La sen. Fattori: “Di Maio preoccupato perchè se le opposizioni chiedessero il voto segreto allora i dissidenti sarebbero più di quattro…” (Trocino sul Cds)
 
Fatti una domanda. Il Cds dà la notizia delle dimissioni di Martina (per la cronaca: è il segretario del più grande partito dell’opposizione) in una breve a pagina 10 
 
Ottimisti. Gli orfiniani a rischio estinzione sperano nel ticket Martina-Minniti per sopravvivere (Canettieri sul Msg)
 
ROMA
 
Roma a noi. I leghisti pronti a defenestrare con la ruspa Virginia Raggi dal Campidoglio anche a rischio di destabilizzare la maggioranza (Guerzoni sul Cds). In caso di dimissioni causa sentenza toccherebbe al Viminale nominare il Commissario… (Favale su Rep). Un altro schiaffo a Giggino

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