Pil, per la maggioranza i dati negativi sono colpa dei precedenti governi. Ma l’opposizione ribatte

Dopo la diffusione dei dati Istat sul Pil e l’occupazione si sono scatenati i commenti di maggioranza e opposizione. Il premier Giuseppe Conte, lasciando l’hotel Hilton a Buenos Aires per raggiungere IL G20 ha commentato: “Lo faremo crescere“. Per il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, “Il Pil negativo è IL risultato delle vecchie manovre basate su tagli e austerità. Nel 2019, con la nostra manovra fondata su più lavoro e meno tasse, l’Italia tornerà a crescere“. Stesso discorso per Il vicepremier Luigi Di Maio, durante un puntostampa al Mise: “C’è lo 0,1% in meno e questo significa che la manovra del governo precedente che non era espansiva, non ha funzionato. L’insipida manovra di Gentiloni non ha fatto ripartire l’economia nel 2018. Nel 2019 l’economia ripartirà perché stiamo iniettando risorse fresche nell’economia“.

Di tutt’altro avviso l’opposizione. Il primo intervento è stato su Twitter da parte di Paolo Gentiloni: “L’economia rallenta. In pochi mesi sta andando in fumo l’impegno di famiglie e imprese negli ultimi anni. In crescita solo la propaganda“. Commento amaro anche da parte dell’ex premier Matteo Renzi su fb “Trova le differenze’. Dal 2014-17(Renzi-Gentiloni-Padoan): PIL +3,8%, Consumi famiglie +5,1%, Investimenti in macchinari e veicoli +23,5%, Occupati (da febbraio 2014 a maggio 2018) 1 milione e 180mila in piu’ Deficit pubblico/PIL giù da -2,9% a -2,4%, Pressione fiscale abbassata dell’1,4% del PIL (la piu’ forte riduzione tra i Paesi dell’Euroarea), -2% considerando l’effetto 80 euro. In sei mesi, 1 giugno 2018 – 30novembre 2018 (Salvini, Di Maio, Tria): PIL -0,1% nel terzo trimestre 2018, Infrastrutture ferme, Crollo fiducia famiglie e imprese, Calo 96mila occupati rispetto a maggio 2018, Spread a 300. Questi numeri parlano. Le chiacchiere stanno a zero. Con noi era tornata la crescita. Con loro torna la recessione“.

Mariastella Gelmini di Forza Italia ha commentato ironicamente: “Di Maio ministro della disoccupazione. IL Movimento 5 Stelle ha venduto IL Dl dignità come la soluzione migliore per IL lavoro in Italia. Anche oggi i dati li smentiscono clamorosamente: a ottobre IL tasso di disoccupazione sale al 10,6%, con quella giovanile 32,5% #bastaslogan“. Per Renato Brunetta l’Italia “è sull’orlo della recessione. IL PIL del terzo trimestre 2018 è infatti sceso del -0,1% su base trimestrale ed è salito solo del +0,7% su base annuale. Se IL calo dovesse essere confermato anche nel prossimo trimestre, la crescita per IL 2018 sarebbe pari solamente al +0,9%, tre decimali in meno rispetto a quanto previsto dal Governo nel Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles. Pesanti gli effetti di trascinamento anche su tutto IL 2019. Infatti, le previsioni stimano un tasso di crescita inferiore al +1,0%, possibilmente in un intervallo compreso tra IL+0,5% e IL +0,8%, a seconda delle varie ipotesi di crescita utilizzate sui vari trimestri. In ogni caso, una crescita pari, in media, a circa la metà rispetto al +1,5% previsto dal Governo. Con questi valori, dovranno essere rivisti al rialzo tutti i rapporti deficit/Pil e debito/Pil dei prossimi anni, rendendo così ancora più complicato IL percorso di azzeramento del deficit e riduzione del debito che l’Italia deve effettuare per rispettare le regole europee. Altro che trattative da zero virgola con la Commissione: occorreranno anni di misure draconiane per sistemare i danni che questo Governo ha già fatto al nostro Paese in soli 6 mesi“.

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