Parlamento, la legge di bilancio è una tela che si fa e si disfa

E’ una tela che si fa e si disfa, la legge di bilancio. Mentre a Bruxelles la trattativa sul deficit fa segnare progressi, il testo della manovra in Senato è fermo in attesa di modifiche che ne cambieranno i connotati.

Domani alle 14 scade il termine per gli emendamenti parlamentari, ma solo tra venerdì e sabato dovrebbe arrivare il corposo pacchetto di “oltre cinquanta” proposte di modifica del governo. Al calo del deficit sarà destinato un taglio, probabilmente di 3,5 miliardi, al fondo da 16 miliardi per reddito di cittadinanza e “quota 100”: la definizione delle due misure dovrebbe arrivare via decreto ma il tema sarà oggetto del confronto di M5s e Lega in queste ore. In più sará “rafforzato il piano di dismissioni”. E’ ancora oggetto di trattativa, dopo mesi di confronto, anche il taglio alle pensioni d’oro. E da “fuori” sale l’allarme dei Comuni, attraverso l’Anci, per il “taglio inaccettabile” che deriva dall’assenza nella manovra della compensazione da 300 milioni garantita negli scorsi anni per l’Imu e la Tasi.

Tra le novità, poi, c’è il tentativo del governo di inserire in manovra un emendamento “Milleproroghe“, che assorbirebbe il tradizionale decreto di fine anno per prorogare la scadenza di alcuni termini. Se la bozza passerà il ‘vaglio’ politico, potrebbe diventare definitivo il divieto di incroci tra stampa e tv che impedisce a chi esercita attivita’ televisiva di acquisire partecipazioni in imprese editrici di giornali nazionali.

La Lega vorrebbe poi inserire tra le proroghe anche il rinvio – fino a 30 anni – della direttiva Bolkestein, che obbliga lo Stato alla messa a bando delle concessioni di spazi pubblici. Ma il tema sarebbe oggetto in queste ore della trattativa con l’Ue. 

‘MILLEPROROGHE’, DA AUTO A SPONSOR CALCIO – Tra le proroghe del governo, dovrebbe arrivare il rinvio a fine 2019 del termine per le assunzioni a tempo indeterminato per garantire il turn over nella Pubblica amministrazione, in polizia, vigili del fuoco e universita’. Slitta al 14 luglio 2019 anche l’entrata in vigore – molto temuto dal mondo del calcio – del divieto di sponsorizzazioni di “eventi, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi” relativi al gioco d’azzardo o comunque con vincita di denaro. Viene poi garantito per il prossimo anno l’erogazione del Reddito d’inclusione, che dovrebbe essere assorbito dal reddito di cittadinanza. E slitta al 2020 l’introduzione del documento unico di circolazione e proprieta’ di auto e moto slitta al primo gennaio 2020;

ECOTASSA VIA, RESTANO GLI INCENTIVI GREEN – Cancellare la tassa sulle nuove auto inquinanti, che colpirebbe anche alcune utilitarie, ma lasciare gli aiuti per chi acquista auto ecologiche: il governo e’ al lavoro su questa modifica ma far quadrare i conti resta un’impresa difficile; 

TAGLI A PENSIONI D’ORO, SI TRATTA – La sforbiciata riguarderà la parte che eccede i 90mila euro, con il 40% in meno per le 30 persone che prendono piu’ di 500mila euro l’anno. Luigi Di Maio ha annunciato un taglio dal 25% al 40% ma Matteo Salvini si è espresso per il blocco dell’adeguamento degli assegni. La mediazione potrebbe essere quindi un mix delle due opzioni;

OPZIONE DONNA E APE – Possibile conferma del beneficio per le lavoratrici e il rinnovo dell’anticipo pensionistico, nel 2019. TAGLIO A PREMI INAIL – La sforbiciata potrebbe arrivare al 30% per un costo di circa 600 milioni;

IMU CAPANNONI, TAGLIO SALE AL 50% – Alla Camera è raddoppiata la deducibilita’ dal 20% al 40%: ora si punta a salire al 50%;

E-FATTURA – C’è l’idea di congelare le sanzioni per il mancato rispetto delle nuove regole sulla fattura elettronica; 

SALDO E STRALCIO SOFT – L’obiettivo e’ aiutare chi e’ in difficoltà economica e ha conti in sospeso con il fisco ma le risorse costringono a restringere di molto la platea; 

WEB TAX SI’, WEB TAX NO – E’ mancata l’intesa all’Ecofin ma la Lega pensa di allargare la tassa sui giganti dell’online;

CONGEDO MATERNITA’, SINDACATI PROTESTANO – Dal prossimo anno le neomamme potranno restare al lavoro fino al nono mese. Ma i sindacati protestano per i rischi. Il mancato rifinanziamento per gli orfani di femminicidio potrebbe essere corretto.

 

Serenella Mattera

Chiara Scalise

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