Ddl anticorruzione, è Daspo a vita per i corrotti

Via libera dall’Aula di palazzo Madama al ddl Anticorruzione. Il maxiemendamento, interamente sostitutivo del ddl su cui ieri il governo ha posto la fiducia, è passato con 162 sì, 119 no e un astenuto (il senatore Monti). Daspo a vita per i corrotti, sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, obblighi più stringenti di rendicontazione per partiti, movimenti politici e fondazioni e associazioni a essi collegate. Queste le principali misure del ddl anticorruzione, approvato oggi al Senato e che torma alla Camera per la terza lettura. Nel passaggio a Palazzo Madama è stata espunta la norma sul peculato, introdotta a Montecitorio con il voto segreto su un emendamento.

Ecco nel dettaglio le misure:

DASPO A VITA PER CORROTTI E CORRUTTORI. Il ddl modifica l’articolo 317-bis del codice penale, integrando il catalogo dei reati alla cui condanna consegue la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Agli attuali reati di peculato, concussione, corruzione propria e corruzione in atti giudiziari sono aggiunti: la corruzione impropria, la corruzione propria aggravata, l’induzione indebita a dare o promettere utilità, la corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, la corruzione attiva; l’istigazione alla corruzione; i reati di corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell’Unione europea o di Stati esteri, il traffico di influenze illecite. Inoltre le condanne per i reati di peculato, corruzione in atti giudiziari e traffico di influenze illecite commessi in danno o a vantaggio di un’attività imprenditoriale comportano l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

NO A PENE ALTERNATIVE PER I CORROTTI. Non saranno possibili l’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione come il peculato, la concussione, la corruzione;

CAUSE NON PUNIBILITA’. Il ddl introduce un nuovo articolo del codice penale, il 323-ter, che stabilisce non sia punibile chi ha commesso i reati di corruzione se li denuncia volontariamente; se fornisce indicazioni utili e concrete per assicurare la prova del reato e per individuare gli altri responsabili. Per l’applicazione della causa di non punibilità occorre però anche che l’interessato sveli la commissione del fatto prima che il suo nome sia iscritto sul registro degli indagati, e, comunque, entro 4 mesi dalla commissione del fatto;

PRESCRIZIONE. Il corso della prescrizione viene sospeso dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione). La norma entra in vigore il primo gennaio 2020;

AGENTE SOTTO COPERTURA. La disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura viene estesa al contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione come la corruzione. Dunque viene esclusa la punibilità per gli ufficiali di polizia giudiziaria che, al solo fine di acquisire elementi di prova, abbiano condotte che costituirebbero reato;

ONLINE LE DONAZIONI AI PARTITI SOPRA I 500 EURO. Sarà obbligatorio rendere pubblici sul sito internet del partito o del movimento politico i dati di chi eroga contributi superiori nell’anno a 500 euro a partiti o movimenti politici nonché alle liste di candidati alla carica di sindaco partecipanti alle elezioni amministrative nei comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti”. Saranno esenti dalle nuove disposizioni “le attività a contenuto non commerciale, professionale o di lavoro autonomo di sostegno volontario all’organizzazione e alle iniziative del partito o movimento politico, fermo restando per tutte le elargizioni l’obbligo di rilasciare la ricevuta la cui matrice va conservata”;

TRASPARENZA ANCHE PER LE FONDAZIONI. Gli obblighi sulla pubblicità dei contributi, sulla rendicontazione e la trasparenza varranno anche per “fondazioni, associazioni e comitati collegati a un partito o movimento politico” che nell’articolo 15 del ddl vengono equiparate a partiti e movimenti politici. Bocciati gli emendamenti dell’opposizione che intendevano estendere gli obblighi sulla trasparenza anche alle società di servizi e alle persone giuridiche con lo scopo di comprendere l’associazione Rousseau di Davide Casaleggio che, è l’accusa dell’opposizione, sarebbe esentata dalle norme approvate;

ONLINE CURRICULUM E CERTIFICATO PENALE CANDIDATI. Entro il 14esimo giorno antecedente la data delle elezioni partiti e movimenti dovranno pubblicare nel proprio sito internet il curriculum fornito dai loro candidati e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziario non oltre 90 giorni prima delle elezioni. Queste informazioni entro sette giorni dal voto saranno pubblicate anche in un’apposita sezione denominata ‘Elezioni trasparenti’ del sito internet dell’ente cui si riferisce la consultazione elettorale o sul sito del Viminale. Le imposte di bollo dovute per il rilascio del certificato penale sono ridotte della metà;

STOP ALLE COOP. Le cooperative sociali non potranno finanziare i partiti. Con l’approvazione di un emendamento di Fratelli d’Italia, cui maggioranza e governo hanno dato parere favorevole, viene modificata la legge 2 maggio 1974, n. 195 sul contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici introducendo il divieto di finanziamenti o contributi, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo erogati da parte delle cooperative sociali a favore di partiti o loro articolazioni politico-organizzative e di gruppi parlamentari.

 

 

 

Commenta

commenta

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi