Salvini revisiona il Ministero dell’Interno

Prefetti, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, decreto sicurezza e ora tocca al personale civile del Ministero dell’Interno.

Il Ministro dell’Interno Salvini ha messo mani e piedi nel Ministero dell’Interno. Sono in molti oramai a registrare un suo attento impegno a ridisegnare, e rivedere dal di dentro il Ministero dell’Interno per riportarlo ad una maggiore funzionalità.

Ha riconsiderato la carriera prefettizia, ha portato a termine un riordino della Polizia di Stato, un riordino anche per i Vigili del Fuoco e ora impegna il Governo per il restante personale civile del suo dicastero.

Per fare tutto questo il Ministro dell’Interno ha considerato innanzitutto le risorse disponibili e, facendosi largo nel coacervo di ordinamenti professionali e prebende presenti nei suoi Uffici, ne ha constatato sprechi e sovrapposizioni funzionali.

Iniziando dai Prefetti, sui quali peraltro pende ancora un disegno di legge di revisione della loro carriera e comunque l’intento di attenuarne i poteri nei confronti delle autonomie locali, nei confronti dei quali si è proceduto con un taglio della loro pianta organica di almeno 29 unità con riconnessi risparmi, ma senza toccare al momento le Prefetture sul territorio.

Polizia di Stato e Vigili del Fuoco, nel frattempo, hanno ricevuto un riordino delle loro carriere professionali con una maggiore attenzione allo sviluppo dei compiti operativi e prevedendo in ogni modo nuove assunzioni dal 2019.

Il Ministro Salvini sembra, infine, aver scoperto anche la presenza di un’altra componente professionale estesa a livello in ogni articolazione nazionale del Viminale: Prefetture, Questure, Commissariati PS e via dicendo.

Una quota rilevante di professionalità, tenuta finora in disparte, e che, invece, sostanzia quotidianamente il lavoro della Polizia, dei Vigili del fuoco e degli stessi Prefetti nelle loro difficili scelte politiche e di intervento.

Una componente sulla quale Salvini vuole ora puntare, senza grandi investimenti, per ottenere ulteriori risparmi di gestione e maggiore efficacia in materia di immigrazione, sicurezza pubblica e soccorso pubblico.

L’idea, da quanto si vocifera, è quella di una revisione ordinamentale di questa categoria senza la necessità di alcuna spesa aggiuntiva per le finanze pubbliche.

I primi passi sono stati avviati. Il 28 novembre 2018, infatti, durante la fase di discussione e di conversione in legge del cd. “decreto sicurezza”, il Governo ha accolto un nuovo ordine del giorno (n.9/1346/1 a firma dell’On.le Rizzetto) che “rende necessario il riconoscimento giuridico del personale dell’Amministrazione civile dell’interno mediante istituzione di un ruolo speciale entro il quale inserire detto personale” impegnando se stesso e il Governo ad assumere le opportune “iniziative volte alla valorizzazione delle professionalità del personale dell’amministrazione civile dell’interno”.

Se, come sembra, anche questa iniziativa dovesse andare a buon fine il Vicepremier Salvini potrà dire di aver rovesciato come un “calzino” il Ministero dell’Interno.

Non solo, si crede, rispettando i suoi dipendenti e funzionari, ma soprattutto venendo incontro a quelle istanze di maggiore sicurezza sul territorio del suo elettorato conciliandole con le sollecitazioni di risparmio nella pubblica amministrazione attraverso una macchina amministrativa snella e ottimizzata nelle sue risorse e funzionalità.

di Giancarlo Mignozzi

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