Partiti, Grillo propone: “Adesso online la fedina penale degli eletti”

Mettere online il casellario giudiziario degli eletti in Parlamento attraverso uno strumento collegato direttamente con la Procura delle Repubblica italiana. La proposta è di Beppe Grillo e si ispira al modello francese. In realtà, una norma sulla trasparenza della fedina penale degli eletti è in vigore da dicembre con la legge ribattezzata ‘spazzacorrotti’ da M5s che l’ha fortemente voluta.

Entro il quattordicesimo giorno antecedente la data delle competizioni elettorali di qualunque genere, escluse quelle relative a comuni con meno di 15.000 abitanti – recita il comma 14 dell’articolo 1 della legge anticorruzione approvata in via definitiva dalla Camera il 18 dicembre scorso – i partiti e i movimenti politici hanno l’obbligo di pubblicare nel proprio sito internet il curriculum vitae fornito dai loro candidati e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziale non oltre novanta giorni prima della data fissata per la consultazione elettorale. Ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di pubblicazione nel sito internet di cui al presente comma non è richiesto il consenso espresso degli interessati“.

Scrive Grillo sul suo blog: “Il casellario giudiziale (detto anche casellario giudiziario) è uno schedario istituito presso la Procura della Repubblica di ogni tribunale ordinario, con lo scopo di raccogliere e conservare gli estratti dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria o amministrativa, in modo tale che sia sempre possibile conoscere l’elenco dei precedenti penali e civili di ogni cittadino. In Francia l’obbligo del casellario giudiziario per gli eletti in Parlamento era una delle misure di punta del progetto di legge per la trasparenza del governo Macron. Tuttavia è risultato essere assente dal testo promulgato dal presidente il 15 settembre 2017”.

“E così alcuni giornalisti francesi – osserva il garante M5s – hanno realizzato un sito ‘Politics Whatch’ (uno strumento ufficioso) che tiene traccia delle attività passate o attuali degli eletti in Francia. È il frutto del lavoro di circa venti giornalisti, spinti dal desiderio di unire la propria attività professionale a un interesse pubblico: la diffusione di informazioni sull’illegalità nella vita pubblica. Come si legge sul sito, tutte le informazioni presentate provengono da archivi di stampa generali o legali. Tutte fonti incluse nel database Factiva. Invece i database legali selezionati sono: Dalloz , Lexis360 e Lamyline. Perché non realizzare lo stesso strumento (ufficiale) collegato direttamente con la procura delle Repubblica Italiana, per i nostri eletti in parlamento? I cittadini sicuramente ringrazierebbero”

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