Rei e reddito cittadinanza a confronto, cosa cambia

Contrastare la povertà a favorire il reinserimento nel mondo del lavoro. Sono gli obiettivi tanto del reddito di cittadinanza quanto del reddito di inclusione, la misura varata dal governo Renzi. La durata di entrambi gli strumenti è di 18 mesi, ma il Rdc è rinnovabile dopo un mese e il Rei dopo 6 mesi. Il Rdc è compatibile con la Naspi e il Rei no.

L’IMPORTO
Notevole la differenza dell’importo del beneficio: nel caso del Rei l’ammontare è determinato integrando fino a una data soglia le risorse a disposizione delle famiglie. La soglia con cui confrontare le risorse economiche del nucleo familiare e’ pari per un singolo a 2.250 euro e cresce in ragione della numerosità familiare (viene infatti riparametrata per mezzo della scala di equivalenza dell’Isee). Per determinarne l’ammontare, bisogna sottrarre dalla soglia i trattamenti assistenziali fruiti dai componenti del nucleo e l’Indicatore della Situazione Reddituale al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nel medesimo indicatore, in caso di percezione di redditi da parte di uno o più componenti del nucleo familiare. Così si va da un beneficio netto mensile di 187,5 euro per un solo componente a 539,82 euro per una famiglia di 6 o più persone. Il Rdc va invece da 780 euro per un componente a 1.330 euro per una famiglia composta da 3 adulti e 2 minorenni. Una parte del Rdc è integrazione al reddito (da 500 a 1050) e una parte (280 euro) vale come contributo all’affitto.

LA CARTA
Entrambi gli strumenti prevedono che il beneficio economico sia erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica. Con la Carta Rei si poteva prelevare contante entro un limite mensile di 240 euro; con la Carta Rdc fino a 100 euro.

CITTADINANZA
Per chiedere il Rei bisognava essere cittadino dell’Unione o suo familiare che fosse titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Il Rei poneva come requisiti il fatto che il nucleo familiare avesse un componente di minore eta’; una persona con disabilita’ e almeno un suo genitore o tutore; una donna in stato di gravidanza; un componente che abbia compiuto 55 anni con specifici requisiti di disoccupazione. Il Rdc indica come requisito essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 in via continuativa.

REQUISITI ECONOMICI
Per quanto riguarda i requisiti economici, il Rei indicava un valore Isee non superiore a 6.000 euro; un valore Isre non superiore a 3.000 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro; un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti, ecc.) non superiore a 10.000 euro (ridotto a 8.000 euro per due persone e a 6.000 euro per la persona sola). Il Rdc prevede un Isee inferiore a 9.360 euro annui; un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30 mila euro annui; un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che puo’ arrivare fino a 20 mila per le famiglie con persone disabili.

I PALETTI
Per entrambi gli strumenti il beneficiario non deve avere auto e barche: per il Rei non bisognava aver acquistato autoveicoli e/o motoveicoli negli ultimi 24 mesi e non possedere imbarcazioni da diporto. per il Rdc non bisogna aver comprato un auto o una moto di grossa cilindrata nell’ultimo anno e non possedere navi o barche da diporto. Il Rdc vieta l’uso della card per il gioco d’azzardo.

LAVORO
La grande differenza tra Rei e Rdc è che il primo e’ sostanzialmente uno strumento di inclusione sociale e l’altro vuole essere anche uno strumento di politica attiva. Per il Rei veniva predisposto un progetto con il supporto dei servizi sociali del Comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali (ad esempio Centri per l’Impiego, ASL, scuole, ecc.), nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit. Il progetto coinvolgeva tutti i componenti del nucleo familiare e prevedeva l’identificazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei sostegni di cui il nucleo necessita, degli impegni da parte dei componenti il nucleo a svolgere specifiche attività (ad esempio attivazione lavorativa, frequenza scolastica, tutela della salute, ecc.). Il Rdc prevede un Patto per il lavoro e la formazione, coinvolgendo i centri per l’impiego e prevedendo incentivi per le imprese e l’autoimprenditorialità. Il beneficiario non può rifiutare 3 proposte di lavoro (entro 100 km nei primi 12 mesi, entro i 250 km dopo il primo anno e in tutta Italia dopo il 18esimo mese). I beneficiari saranno inoltre tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai comuni, fino ad 8 ore settimanali. Se si ha bisogno di formazione il soggetto siglerà un Patto per la formazione con enti di formazione bilaterale, enti interprofessionali o aziende.

SANZIONI
Entrambe le normative prevedevano sanzioni, ma nel caso dei Rei era prevista solo la revoca del beneficio e sanzioni fino a 5mila euro nel caso in cui il beneficio sia stato fruito in maniera del tutto illegittima per effetto di dichiarazioni false. Il ‘decretone’ stabilisce anche la revoca del beneficio e pene detentive da 2 a 6 anni se si forniscono dati falsi.

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