Brexit: minaccia od opportunità?

Il fenomeno Brexit e le ricadute sulle relazioni internazionali, sull’economia globale e soprattutto il suo esito dopo che il Parlamento inglese ha detto no all’accordo raggiunto lo scorso novembre dalla premier May con l’Ue dopo un negoziato lungo diciotto mesi.

Questo il tema e gli interrogativi al centro del convegno promosso da Oxfam e dall’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, svoltosi al Centro Congressi Cavour di Roma venerdì scorso, 18 gennaio 2019, e dal titolo “Brexit: minaccia o opportunità?”.

Il convegno ha visto un parterre di tutto riguardo. Oltre alla promotrice e Project Manager Oxfam UK e collaboratrice ISPI, Dottoressa Alessia Stuto, hanno partecipato, tra gli altri, il Vice Ambasciatore e Capo Missione dell’Ambasciata britannica a Roma, Ken O’Flaherty, il Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico, Professore Michele Geraci, il Presidente del World Energy Council Italy, Dottor Marco Margheri, nonchè l’Avvocato Bepi Pezzulli, Presidente Select Milano e autore del libro “L’altra Brexit. Geopolitica & Affari” e l’Avvocato Liliana Pipi esperta di diritto e fiscalità internazionale dello studio Grimadi.

Principali attori e esperti, quindi, per discutere e approfondire un tema molto attuale in ambito internazionale come quello della Brexit. Gli studiosi e gli esponenti della dottrina di tutto il mondo si interrogano, infatti, sugli aspetti positivi e negativi della Brexit, nonché sull’impatto che tale fenomeno avrà nei diversi settori, in particolare sull’economia e sul commercio internazionale dei vari Paesi nonché nel settore strategico della difesa.

L’incontro è stato utile occasione per meglio decifrare il contesto della nascita di tale fenomeno e l’importanza storica di un evento come la Brexit, le cause del suo sviluppo, i possibili sviluppi futuri sia per il Regno Unito che per l’Unione Europea e le ricadute per l’economia globale.

Un contesto questo in cui l’Italia è chiamata ad interrogarsi: privilegiare le relazioni con il Regno Unito oppune allinearsi alla politica economica e militare degli altri Stati membri dell’Unione Europea?

L’Avv. Pezzulli, Presidente Select Milano, ne ha chiarito con estrema lucidità i contorni economici, finanziari e gli importanti risvolti della Brexit sulle borse mondiali, a partire da quella di Milano.

Un punto di vista non convenzionale.

La narrazione sulla Brexit ha omesso, secondo Pezzulli, di interrogarsi sui vantaggi economici e le alleanze geopolitiche che Londra può ricavare da una decisione così epocale. Quello del popolo britannico, attraverso il referendum, è solo l’ultimo passo di un percorso partito prima. Un percorso che l’Avv. Pezzulli individua nel combinato disposto tra gli euroscettici britannici, preoccupati per la deriva pangermanica dell’Ue e gli hedge funds inglesi preoccupati per gli squilibri nel bilancio commerciale dell’Ue.

Grazie poi all’Avv. Liliana Pepi è stato possibile meglio comprendere, nell’intrigata matassa delle norme fiscali e di dirittto internazionale, i delicati equilibri e gli sviluppi che la Brexit potrebbe alimentare nel complesso sistema della fiscalità internazionale con le indubbie conseguenze per le dinamiche commerciali tra vaste aree geografiche del pianeta e quindi anche per ogni Paese e cittadino europeo.

Il Vice Ambasciatore del Regno Unito e “Head of Mission” in Italia, Ken O’Flaherty, in un impeccabile italiano, invece, ha voluto evidenziare il solido rapporto che lega il nostro Paese e il Regno Unito evidenziando non solo le percentuali degli scambi commerciali tra i due Paesi e che rendono la Gran Bretagna uno tra i principali mercati di export alimentare per l’Italia, ma anche i numeri e l’operosità della consistente comunità di cittadini italiani che lavora e studia nel Regno Unito. Ha ripercorso, quindi, le tappe e le ragioni della Brexit nel Regno Unito e ribadito come essa rappresenti non solo un fenomeno economico, come altri prodotti dal suo Paese in passato, ma anche storico e sociale.

Ciò non di meno il Regno Unito intende continuare a rimanere, come nella sua natura, uno Stato ”open”, ma ribadendo come, ancor più davanti un modificato scenario globale, l’elemento Brexit emerga come una nuova opportunità anche per l’Unione Europea.

Il Vice Ambasciatore Ken O’Flaherty ha rassicurato la posizione del Regno Unito verso l’Unione europea e l’Italia perchè ”Brexit non significa chiusura o isolamento verso il resto del mondo” rinnovando il suo convincimento che con l’Unione Europea si troverà una soluzione attorno a scelte condivise per mantenere e sviluppare sempre più produttivi rapporti.

Proprio per questo ha auspicato che si continui ad affrontare e approfondire, anche con dibattiti come quello di cui parliamo, le ragioni profonde alla base del dossier Brexit e invitando anche il Governo italiano a comprendere la crucialità dei rapporti bilaterali con il Regno Unito nel gioco di contrappesi interno ed esterno all’UE.

Il Prof. Michele Geraci, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, ha rivelato di aver lavorato egli stesso per lunghi anni anche in Gran Bretagna e di aver sempre apprezzato il Regno Unito ricordando, con l’occasione, l’indissolubile legame culturale, storico e sociale che lega questi due Paesi.

Il Sottosegretario ha altresì ricordato l’importanza del Regno Unito per un Paese esportatore come L’Italia. Il Regno Unito rappresenta il quarto mercato per l’export agroalimentare italiano più importante, dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Un mercato che nell’ultimo decennio ha aumentato i propri acquisti di prodotti del “Made in Italy” del 43%, ben più di quanto fatto nei confronti dei nostri concorrenti francesi o olandesi ad esempio.

Con 56 Miliardi di euro, il Regno Unito rappresenta il sesto mercato al mondo per import di prodotti agroalimentari. In tale ambito, l’Italia figura come il sesto fornitore, con una quota a valore vicina al 6% dell’import britannico.

Il Prof. Geraci, infine, ha confidato come la Brexit, che è vero dobbiamo capire che direzione assumerà, non debba però necessariamente essere intesa come una minaccia. Occorrerà vedere come si profilerà, ma ha rassicurato che l’Italia e il suo Governo continuano quotidianamente a monitorare con estrema attenzione il fenomeno Brexit, rimanendo convinto che il Governo si farà trovare pronto davanti ad ogni scenario possibile.

Il convegno è stata anche occasione privilegiata per rispondere ai molti quesiti che il fenomeno Brexit scatena in questi giorni: Il primo Ministro May sarà in grado di trovare un compromesso all’interno di Westminster e, prima ancora, all’interno del suo stesso partito? Quali le possibili ‘aperture’ da parte di Bruxelles?

Così come per approfondire gli scenari in caso di un hard Brexit piuttosto che soft Brexit e quali le conseguenze, a partire dalle ripercussioni per cittadini e lavoratori italiani ora in Gran Bretagna.

Un importante dibattito che ha coinvolto un numeroso e attento pubblico. Un evento che si ripeterà, nelle prossime settimane, ampliando lo sguardo e le sue riflessioni verso altri Paesi e altri determinanti soggetti del commercio internazionale, a partire dalla Cina e dallo sviluppo delle relazioni internazionali sulla “via della seta”.

(di G. Mignozzi)

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