Caso meningite alla Camera, panico tra i deputati

C’è chi è andato nel panico per il rischio contagio e ha chiesto i nomi dei colleghi presenti al convegno, chi ha sollecitato l’intervento del presidente dell’Assemblea Roberto Fico, e chi, invece, si è limitato a chiedere informazioni sulla profilassi al proprio medico di famiglia o all’infermeria di Montecitorio. La notizia del ragazzo ricoverato al ‘Gemelli’ per meningite meningococcica dopo aver partecipato a un convegno sulla Shoah alla Camera sabato scorso ha inizialmente scatenato il panico tra i parlamentari.

La preoccupazione, mista all’ansia, sul da farsi, è circolata anche nelle chat riservate. Poi, col passare delle ore, il clima sembra essersi rasserenato, perché l’Asl di Roma competente territorialmente ha tranquillizzato tutti con un’apposita comunicazione, parlando di ”rischio di infezione basso” e invitando i ”partecipanti all’evento di sottoporsi, in via del tutto precauzionale, alla normale profilassi prevista dal ministero della Salute”.

Tra gli onorevoli qualcuno ha colto l’occasione per sollevare il problema delle condizioni igienico-sanitarie all’interno del palazzo, arrivando a chiedere la ‘disinfestazione’ e la ‘sterilizzazione’ di tutti gli ambienti, in particolare dell’emiciclo e del Transatlantico, dove mancano le finestre e i virus potrebbero attecchire più facilmente. Per la cronaca, al convegno c’erano pure Roberto Fico, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che si sono tutti sottoposti a profilassi. Lo studente sedicenne, fanno sapere oggi dal Gemelli, appare in “buone condizioni”.

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