Grandi opere. Mariani (Confsal): “La politica deve accelerare, liberare posti di lavoro”

“Ancora una volta il dibattito nazionale si è concentrato sulla necessità di sbloccare le grandi opere. Noi della Fesica Confsal sosteniamo da tempo l’esigenza, adesso non più rinviabile per i dati negativi che pervengono dalla battuta d’arresto sulla crescita, di avviare in tempi ragionevoli gli investimenti pubblici e privati. Senza di quelli non si esce dalla crisi, non riparte il mercato”.

A sostenerlo è il Segretario generale della Fesica e Vice segretario generale della Confsal Bruno Mariani.

Un’azione di questo tipo aprirebbe un ‘varco occupazionale’ di migliaia di posti di lavoro che riequilibrerebbero l’economia del Paese con benefici nell’immediato.  In questo la politica gioca un ruolo fondamentale, deve però obbligatoriamente accelerare tutti i processi utili per far ripartire l’edilizia, gli aiuti alle aziende ed i cantieri che per troppa burocrazia o eccessiva prudenza sono bloccati da anni. Tutto ciò – spiega Mariani – non significa però solo Tav, ma anche tutte quelle opere ferme che non sono solo al nord, ma anche al centro ed al sud e che Ance ha quantificato in circa 8 miliardi di euro. Si può creare lavoro e ribaltare lo stato d’inoccupazione che grava su due generazioni se solo si ha il coraggio di intervenire con fermezza e liberare finalmente posti di lavoro e – conclude il sindacalista – ricchezza”.

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