Rassegna stampa 7 febbraio 2019

ESTERI
 
Blitz in Francia. Giggino è andato ad incontrare la frangia più violenta dei gilet gialli sperando almeno di raccattare un alleato per le europee ma il loro leader Chalencon non ha confermato l’accordo (Ginori su Rep)
 
ECONOMIA
 
Perchè serve l’Europa. Ieri la Commissione europea ha bloccato la fusione fra Siemens e Alstom i giganti tedesco e francese dell’alta velocità nonostante le pressioni dei due governi. Avrebbero ammazzato la concorrenza e i prezzi sarebbero aumentati (Monti sul Cds)
 
Governo disastro. Pur di far i dispettucci alla Francia, per la prima volta nessun ministro accompagnerà il gotha della finanza e dell’industria italiana all’incontro bilaterale con la confindustria francese. Come al solito Mattarella sta cercando una soluzione (Martinelli sulla St)
 
INTERNI
 
Tav. Grillini disposti a far cadere il governo piuttosto che dare via libera al Tav (Lopapa e Ciriaco sulla St)
 
Reddito di cittadinanza. Il sottosegretario leghista Galli: “Il reddito prima del voto? Me lo auguro per il M5s ma la vedo difficile” (Canettieri sul Msg)
 
Caso Diciotti. Clamoroso al Cibali: Conte e Di Maio non trovano l’accordo sull’impostazione da dare all’assunzione collegiale di responsabilità richiesta da Salvini e preparano due documenti separati (Cuzzocrea su Rep)
 
Paese straordinario. Renato Farina su Libero paragona Roma a Medellin, scrive che è “terra di gangster”, di “killer in libera uscita”, dove vige “l’impunità diffusa”. Però alla fine dell’articolo se la prende con Virginia Raggi e non cita Salvini (Padellaro sul Ft)
 
Benedizione. Prodi: “È Zingaretti il leader giusto per il Pd” (int. su Rep)
 

Bye bye Calenda. Prodi: “Liste separate o fronte unico? Decisioni che spetteranno al nuovo segretario del Pd. Una forte partecipazione alle primarie gli conferirà la paternità non solo del partito ma anche della maggioranza degli italiani che crede nell’Europa” (Prodi affonda Calenda)

 
Europeista confuso. Troppe ambiguità nel manifesto di Calenda: non indica i gruppi parlamentari a cui dovrebbero aderire gli eletti al Parlamento europeo; non indica il candidato alla presidenza della Commissione; predica nessun dialogo con M5s, Lega, Leu e altre forze di sinistra. In sintesi Calenda sta chiedendo al Pd di suicidarsi così gli rimane campo libero. Se invece creasse un polo liberale potrebbe diventare un interlocutore del Pd (Monaco sul Ft)

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