Cronaca di una normale giornata di follia in Parlamento

San Valentino non è stata proprio la giornata dell’amore in Parlamento. Alta tensione alla Camera nel corso del dibattito sulla disegno di legge costituzionale di riforma del referendum. Durante la discussione il deputato M5s Giuseppe D’Ambrosio fa il gesto delle manette al collega democratico Gennaro Migliore e il presidente della Camera, Roberto Fico, finisce per doverlo richiamare una volta formalmente. Non abbastanza per il Pd, che chiedeva che l’episodio finisse all’esame del Collegio dei Questori. I Dem, quindi, lasciano l’aula in segno di protesta per la mancata espulsione di D’Ambrosio.

Nel momento in cui i deputati Pd hanno cominciato ad abbandonare i banchi, Fico dice loro ‘Arrivederci’, per poi precisare, al salire di tono del vociare, “Mi state salutando“, mimando a propria volta il gesto con la mano arrivato dai banchi Pd. E’ a questo punto che un fascicolo di atti sale dall’angolo in basso alla sinistra della Presidenza e arriva sino a sfiorare le postazioni del Segretario generale e del Presidente stesso. “No, questo non funziona“, è la censura di Fico cui non rimane che sospendere l’Aula.

E non finisce qui: secondo quanto riferito dal M5s, che documentano l’episodio con la diffusione di un video sul web, il deputato democratico Luigi Marattin avrebbe “alzato le mani” sul 5 stelle Andrea Zolezzi. Alzare le mani forse è un po’ troppo, diciamo che gli dà un buffetto. Un gesto però deprecabile, più da bullo di periferia che da rappresentante delle istituzioni. Grave o meno, anche questo episodio scatena un putiferio e la terza carica dello Stato è quindi costretta a interrompere i lavori, annunciando la ripresa per martedì alle 14.

“Oggi in Aula abbiamo assistito ad una vera e propria vergogna. L’aggressione subita dal nostro portavoce Alberto Zolezzi da parte del deputato del Pd Marattin, dopo la bagarre scatenata tra i banchi di Montecitorio, dimostra lo spessore dei Dem e il loro scarso senso delle istituzioni”, commenta Francesco Silvestri, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera.  Ma Marattin si difende: “Aggressione? Sono andato a dirgli che secondo il regolamento non può fare riprese, e ho ricevuto in cambio i soliti insulti che da 15 minuti ci stavano rivolgendo, con lo scandaloso beneplacito del Presidente Fico. Patetico il tentativo di passare per vittima; manco fosse il grande Pippo Inzaghi quando faceva simulazione in area“.

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