Reddito di cittadinanza. “Disoccupati abbandonati e offerta (in)congrua”

“Per avere il Reddito di cittadinanza non servirà essere disoccupato e non potrà essere percepito con l’ISEE2019. Per percepire il Reddito bisognerà essere indigenti ed avere dunque una corsia preferenziale nella ricollocazione. Si perché l’assegno di ricollocazione sarà solo per i titolari di RdC e non per i disoccupati. Per avere il reddito dallo Stato bisognerà essere totalmente indigenti”.

A sostenerlo è il consigliere e tecnico della Confsal Alfredo Mancini, la Confederazione generale dei sindacati autonomi, durante un tavolo voluto dal sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi e dopo l’audizione alla Camera.

“Paradossale – continua Mancini – è anche la cosiddetta offerta congrua. Il RdC è una prestazione al nucleo familiare e quindi specificare che l’offerta dovrà essere ‘superiore di almeno il 10 per cento rispetto al beneficio massimo fruibile da un solo individuo’, fa intendere che il calcolo dell’importo dell’offerta congrua può essere fatto sulla parte di beneficio che spetterebbe al singolo componente e non all’intero nucleo. Il Reddito per questo, ma non solo per questo, sarà un aiuto economico per pochissimi che, molto difficilmente, raggiungerà il numero di popolazione annunciato – conclude l’esponente Confsal – dal governo”.

Intanto in una nota i deputati del Movimento 5 stelle in commissione Lavoro alla Camera, dichiarano: “Dopo anni di politiche di austerity che hanno devastato il mondo del lavoro e l’economia del nostro Paese, lo Stato torna al fianco dei cittadini più in difficoltà. Stiamo ricostruendo un Paese che ci è stato consegnato in pezzi e lo stiamo facendo, come sempre, mettendo al centro del nostro progetto politico le persone. Dopo il decreto Dignità – che ha dimostrato di abbattere precariato e delocalizzazioni e il reddito di cittadinanza, che aiuta chi è stato completamente abbandonato in questi anni dalla politica, il prossimo passo sarà il salario minimo orario che entro fine mese arriverà in Parlamento. Non possiamo più accettare che ci siano lavoratori in Italia pagati 3 euro l’ora: questo non è lavoro, è sfruttamento! L’Italia ha bisogno di più lavoro, di stipendi più dignitosi e meno tasse, perché cittadini e imprese possano tornare a progettare con sicurezza il proprio futuro. È questa la strada che stiamo seguendo, è questa la nostra idea di Paese”.

 

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