Vaccini, prime denunce in scuole. Grillo: cresce copertura

I numeri dei vaccinati sono alti e questo dimostra che il dibattito ha funzionato“. Il ministro della Salute Giulia Grillo non dà cifre sul numero dei bambini ancora non vaccinati e a rischio uscita dalle classi, ma si dice soddisfatta delle percentuali salite su tutte le immunizzazioni obbligatorie.

Nelle scuole italiane non sono più ammesse le autocertificazioni vaccinali, per i genitori è scaduto il termine per portare a scuola i certificati delle asl e attestare che i figli sono in regola con le immunizzazioni. Chi non lo è, rischia di esser rimandato a casa, se frequenta nidi e materne, e multe fino a 500 euro se è in età da scuola dell’obbligo.

Un padre e una madre di due bambini sono stati denunciati dai carabinieri del Nas di Livorno per aver mentito nelle autocertificazioni presentate nelle scuole dei figli. A giudicare dai dati forniti dal ministero della Salute, il Paese ha fatto passi importanti sulla prevenzione, superando quota 95% per quanto riguarda l’esavalente e avvicinandosi all’obiettivo Oms per la trivalente, che include il morbillo. La copertura nazionale relativa ai bimbi nati nel 2015 è per polio e esavalente al 95,46%, e guadagna, nel primo semestre del 2018, un +0,85% rispetto alla rilevazione al 31 dicembre 2017. L’aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 94,15%, con un +2,30%.

In aumento anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (90,90% al 31 dicembre 2017 vs 91,98% al 30 giugno 2018) e anti-meningococcica C (82,64% vs 87,77%). Cresce la copertura vaccinale ma restano differenze, anche profonde, tra le varie regioni. Al 30 giugno 2018 si sono registrate differenze tra le regioni, anche se meno evidenti che in precedenza, almeno per le vaccinazioni obbligatorie. Solo per fare un esempio, la copertura nella coorte 2015 contro la polio è inferiore al 90% solo nella Provincia autonoma di Bolzano (89,36% al 30 giugno 2018 vs 85,87% al 31 dicembre 2017), mentre nelle altre regioni si va dal 92,40% della Sicilia al 98,37% del Lazio, con 13 regioni che superano la soglia del 95%, e solo tre regioni (Friuli Venezia Giulia, Sicilia e P.A. di Bolzano) sotto il 93%.

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