Economia. Il Cnel criticato che non muore mai. Treu presenta i dati, Fraccaro vuole abolirlo

Mentre l’assemblea del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, riunita oggi a Roma sotto la presidenza del presidente Tiziano Treu, comunica i dati relativi al primo anno di attività della X.ma Consiliatura insediatasi il 5 giugno 2018 aprendo il nuovo corso del Cnel, “abbiamo presentato due disegni di legge al Senato sull’istituzione del codice unico dei contratti collettivi nazionali e sull’istituzione del Comitato nazionale indipendente per la produttività” – afferma l’ex ministro Treu -,  per quest’ultimo arriva qualche piccolo grattacapo dalle agenzie che riprendono la nota stampa di Alfredo Mancini del sindacato della Confsal Fesica e tecnico in materia di lavoro e informazione proprio in Commissione al CNEL. Il sindacalista ravvisa delle perplessità su un recente avviso pubblico, proprio dell’Organo con sede (maestosa) a Villa Lubin, che a beneficio di qualcuno (10 mila euro in un anno), metterebbe da parte ed in discussione il lavoro dello stesso Mancini e degli altri componenti della Commissione.

Possibile vi sia la necessità di investire ulteriori risorse pubbliche per fare una ricerca che dovrebbe essere effettuata di norma congiuntamente fra tecnici CNEL e Parti sociali in esso rappresentate? E difatti si tratterebbe effettivamente di una borsa di studio di diecimila euro “per la realizzazione di una ricerca finalizzata a formulare criteri utili all’individuazione dei Ccnl comparativamente più rappresentativi e ulteriori analisi comparative su specifici istituti contrattuali”.

Considerando che per realizzare approfondimenti metodologici su contrattazione collettiva, rappresentanza e salari esiste già per competenza assegnata la Commissione Informazione del CNEL, di cui faccio parte come tecnico Confsal, – spiega Mancini -, sono grandi le nostre perplessità sull’avviso pubblico che, in qualche modo, tende a supplire il nostro ruolo. Non capiamo chi effettivamente abbia ravvisato questa esigenza e nel dubbio, oltre a chiedere una spiegazione all’amministrazione centrale del Cnel, avremo quantomeno la curiosità di leggere il curriculum della persona a cui verrà affidato questo incarico e che in qualche modo sopperisce la funzione della commissione Informazione”.

Intanto a meno di due anni e mezzo dal fallimento del referendum costituzionale del 4 dicembre del 2016, che prevedeva l’abolizione del “parlamentino”, la proposta di legge per eliminarlo è già arrivata in Senato. “Un altro impegno del contratto di Governo che manteniamo, nell’ottica di restituire piena efficienza alle istituzioni” sostiene il ministro dei rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro si è rivelato un ente inadeguato agli scopi per cui era stato concepito, ed è ormai superato della dinamiche istituzionali che garantiscono la rappresentanza delle forze sociali” – dice.

Un tutto contro tutti che sembra dare ragione a tutti, come probabilmente continuerà a darla all’organo previsto dall’articolo 99 della Costituzione che volente o nolente dal 1957 tiene banco alle questioni che criticano il suo funzionamento o che lo vogliono soppresso, ma che in fin dei conti fa comodo a tutti.

O.F.

 

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