“Appassisce” un garofano rosso, ciao a Gianni De Michelis

E’ morto la scorsa notte all’età di 78 anni, dopo una lunga malattia,  Gianni De Michelis. Ha militato nel Partito Socialista Italiano dagli anni sessanta, poi è stato segretario nazionale del Nuovo Psi (2001-2007), ha aderito successivamente alla Costituente del Psi e al progetto di Stefania Craxi denominato Riformisti italiani. Negli anni 80 è stato ministro degli Esteri, del Lavoro e delle Partecipazioni Statali.

Per il segretario del Psi in carica Maraio: “Oggi i socialisti italiani hanno perso un grande compagno. È con il cuore colmo di tristezza che esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Gianni De Michelis e con affetto ci uniamo al dolore dei suoi familiari”. Per Maurizio Cicchitto (Rel) “una grandissima perdita. Grande personaggio per la politica estera e per il partito socialista italiano. Mi inchino alla sua memoria. Su di lui come su altri si deve aprire una riflessione a livello storico e culturale“.

Piango l’amico caro e il maestro vero che ha insegnato a me, come a molti altri, a coniugare sempre nella dimensione pubblica l’azione immediata con la visione di lungo periodo. Fu non a caso capace di preveggenza e di intuizioni che, se ascoltate, avrebbero consentito di affrontare per tempo grandi fenomeni come le migrazioni e di cogliere grandi opportunita’ come i cambiamenti geopolitici. Aveva una cultura larga, di base, che alimentava con la continua curiosita’ del leggere e del vedere. Lascia il monito a che la politica non sia mai cosa piccola e contingente” dice Maurizio Sacconi legato a De Michelis da stretta amicizia e militanza nel Psi, ricoprendo negli Ottanta i ruoli di vicepresidente del gruppo socialista alla Camera e di sottosegretario al Tesoro dal 1987 al 1994.

Per Clemente Mastella, democristiano di lungo corso e attuale sindaco di Benevento, “è un profondo dispiacere. Lo ricordo bene, ci siamo frequentati. Era un uomo di una notevole intelligenza politica con una conoscenza profonda dei problemi internazionali. Fu parte di una stagione, quella democristiana, con tutti i suoi risvolti, positivi e negativi, ma fa comunque parte della storia di questo Paese…”. Per Bobo Craxi ” é stato per tanti di noi un maestro politico, un uomo di Stato, un Socialista Democratico di valore. Con animo pieno di dolore ho appreso la sua scomparsa”. 

Tanti altri ancora sono gli attestati di stima e cordoglio che stanno arrivando in queste ore e specie dal mondo politico-istituzionale.

Laureato in Chimica all’Università degli Studi di Padova nel 1963, De Michelis, inizia subito l’attività accademica. Dopo un lungo periodo di aspettativa dovuto agli impegni politici ed istituzionali torna all’insegnamento universitario dal 1994 fino al 1999. Componente della direzione socialista sin dal 1969, e poi responsabile dell’organizzazione, nella sua attività nel Partito Socialista viene considerato uno dei discepoli di Riccardo Lombardi, e con lui nel 1976 appoggia l’elezione alla segreteria di Bettino Craxi, di cui rimane sostenitore anche dopo l’abbandono di Lombardi della sua stessa corrente, guidata da Claudio Signorile, e diviene membro della direzione nazionale del partito per tutta la durata della segreteria Craxi, nonchè presidente del gruppo socialista alla Camera tra il 1987 e il 1988 e vicesegretario nazionale del partito tra il 1993 e il 1994. E’ stato deputato alla Camera (dal 1976 al 1994), ministro delle Partecipazioni statali (dal 1980 al 1983), ministro del Lavoro e della previdenza sociale (1983-1987), vicepresidente del Consiglio dei ministri (1988-1989) e infine ministro degli affari esteri (dal 1989 al 1992). Nel corso degli anni ottanta, diviene celebre anche per la sua passione per il ballo. E’ appassionato di discoteche fino a diventarne un estimatore, tanto che decide di raccogliere i più importanti locali notturni in una guida illustrata.

De Michelis viene poi travolto, come tutto lo stato maggiore e la classe dirigente socialisti, dallo scandalo di Tangentopoli. Per quel che lo riguarda, a seguito delle inchieste giudiziarie del pool di “Mani pulite”, e’ stato sottoposto dal 1992 a 35 diversi procedimenti giudiziari: moltissime le assoluzioni, ma viene condannato per le tangenti autostradali del Veneto e per lo scandalo Enimont a un totale di 2 anni di reclusione, pena sospesa con la condizionale. Nel 1997, tre anni dopo lo scioglimento del PSI, De Michelis cerca di dar seguito all’esperienza socialista e aderisce ad un partito denominato proprio Partito Socialista. Nel 2001 De Michelis fonda insieme a Bobo Craxi, figlio di Bettino, con quel che resta del piccolo movimento, il Nuovo PSI. Alle elezioni europee del 2004, viene eletto deputato del Parlamento europeo, per la lista “Socialisti Uniti per l’Europa”. Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto deputato nazionale per la lista formata in congiunzione con la Democrazia Cristiana per le Autonomie. Cercò successivamente di rilanciare il partito del garofano rosso con il partito socialista di Boselli, ma senza successo.Fu consulente economico di Renato Brunetta, ministro nel governo Berlusconi. Il 26 novembre 2011 aderisce al progetto di partito di Stefania Craxi, che si chiama Riformisti Italiani, insieme ad altri esponenti come Alessandro Battilocchio e Renzo Tondo. Negli ultimi anni era editoriliasta per diverse testate nazionali ed ospite in trasmissioni d’approfondimento in tv.

Da quanto si apprende da Gianfranco Rotondi, negli ultimi anni versava in condizioni economiche di grande difficoltà.

L’ultimo saluto all’ex ministro degli Esteri gli verrà dato martedì 14 nella chiesta Valdese e Protestante a Palazzo Cavagnis, di Venezia. La famiglia ha deciso per una funzione riservata; la salma sarà poi cremata. Intanto è aperta la camera ardente, nell’ androne antistante l’ospedale Civile, dove De Michelis era stato ricoverato l’8 maggio scorso e dove è deceduto, tre giorni più tardi.

Tra i presenti anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il quale ha voluto “rendere omaggio – ha detto – ad un vero statista e un grande veneziano che ha sempre avuto a cuore la nostra città. Gianni – ha aggiunto -, faremo in modo di raccontare quanto importante sia stato il tuo impegno e quanto siano stati futuristici i tuoi sogni“.

 

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