Il Vice ministro Rixi sugli alleati di governo: “diffidano di tutti e hanno paura di tutto”

Per realizzare i provvedimenti di cui gli italiani hanno bisogno dobbiamo essere una acies, una sola schiera“. Il sottosegretario leghista Edoardo Rixi si appella al motto dell’Accademia militare di Modena per provare a ricompattare il governo. “Diamo fastidio ai poteri forti, ma se siamo divisi avremo molte più difficoltà. Se loro pensano che si possa governare cosi’...”, dice al Corriere della Sera riferendosi al M5S. “Noi subiamo questa aggressione, non la facciamo. Da buoni cristiani porgiamo l’altra guancia, ma Cristo di guance ne aveva solo due. Dobbiamo capire se questo clima si respirerà fino al 26 maggio, o anche dopo“. Dopo le Europee, prosegue, “se permane la fiducia, il tema sarà nominare almeno un ministro, un sottosegretario e anche un commissario europeo, se si va a governare in Europa. Ma e’ folle arrivare a questo confronto con la vietnamizzazione del conflitto“. “Noi li abbiamo difesi anche su scelte molto delicate, mentre per loro ogni provvedimento che esce dalla Lega non va bene“, evidenzia Rixi. “Il Paese ha bisogno di molti si’ e pochi no. Dobbiamo portare a casa provvedimenti su cui ci siamo impegnati, dalla sicurezza allo sblocca cantieri“, che “è diventato un blocca cantieri“. Il decreto sicurezza bisnon è una provocazione, è uno strumento per dare più protezione a chi finisce sul mare. Disincentiva le Ong e tutti quelli che vogliono portare clandestini nel nostro Paese“, afferma Rixi. “Non si vuole andare oltre le competenze, ma è giusto che il ministero dell’Interno controlli il territorio nazionale, che è terra e mare“. Quanto al conflitto di interessi, “se è fatto in maniera seria non abbiamo problemi, ma e’ una follia pensare che se uno ha avuto successo nella vita e possiede dieci milioni e’ un criminale. E’ un meccanismo strano, incostituzionale“. Nell’intervista Rixi dichiara di non temere un coinvolgimento di Giancarlo Giorgetti nell’inchiesta lombarda. “Abbiamo massima fiducia nel sottosegretario Giorgetti e in Attilio Fontana. Loro invece, scegliendo le persone su WhatsApp, diffidano di tutti e hanno paura di tutto. E’ triste vedere un partner di governo augurarsi che qualche ministro o sottosegretario alleato possa finire sotto inchiesta“.

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