Europee: flop alleati, M5S senza gruppo a Strasburgo

Il Movimento Cinque Stelle senza una ‘famiglia politica’ a Strasburgo. Alla luce dei risultati ormai quasi definitivi in arrivo dai 28 paesi della Ue, i pentastellati non riusciranno a costituire un gruppo autonomo al Parlamento europeo nella prossima legislatura. Tra gli alleati annunciati da Luigi Di Maio durante la campagna elettorale, che nelle intenzioni del capo politico del M5S avrebbe dovuto diventare “ago della bilancia” dell’assemblea, solo i croati di Zivi Zid hanno ottenuto un seggio. Crollano i polacchi di Kukiz 15, che non porteranno a Strasburgo nemmeno un parlamentare. Nessun deputato nemmeno per gli estoni di Elurikkuse Erakond, per i greci di Akkel nè per i finladesi di Liike Nyt. Per costituire un gruppo al parlamento europeo è necessario avere almeno 25 deputati di 7 diverse nazionalità. E i 14 deputati europei pentastellati, per evitare di confluire nei ‘non iscritti’, ovvero essere condannati all’irrilevanza politica e a non ricevere finanziamenti dall’Eurocamera, dovranno cercare un approdo nei gruppi di Strasburgo che inizieranno a formarsi nelle prossime settimane. “Nelle prossime ore avvieremo un’interlocuzione per decidere in quale gruppo entrare come delegazione M5s nel Parlamento europeo“, ha detto Di Maio. Ma le opzioni non sono molte.

Fonti del M5S fanno sapere che nelle prossime settimane si comincerà a discutere, a partire dai gruppi dove non sono già presenti parlamentari italiani. Il che restringerebbe Il campo a Alde, Verdi e Gue. Ma ognuna delle possibilità presenta delle difficoltà non da poco. I liberali hanno ottenuto un risultato notevole e oltre cento parlamentari, puntano a essere Il vero ago della bilancia della prossima legislatura e non avrebbero interesse a far confluire nel loro gruppo gli alleati di Salvini. L’ingresso di Macron inoltre, costituisce un discrimine notevole dopo lo scontro tra Di Maio e Il presidente francese sul caso Gilet gialli. Anche i Verdi sono cresciuti di circa 20 seggi, lavorano per entrare a far parte della maggioranza con Popolari, Socialisti e liberali e hanno già da tempo fatto sapere che non siederanno in un gruppo con un partito che governa con l’estrema destra in Italia. Resta la sinistra della Gue, che comunque resta un gruppo ideologicamente opposto all’estrema destra degli alleati italiani del Movimento. Per ora l’opzione Enf, ovvero l’estrema destra di Salvini e Le Pen, non viene considerata, almeno apertamente, ma la partita si giocherà nelle prossime settimane. Il 2 luglio è convocata la prima seduta plenaria del nuovo Parlamento a Strasburgo, a quel punto Il quadro potrebbe essere più chiaro.

O.F.

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