Europee, “il punto” di Nicola Fratoianni

La nostra proposta è stata schiantata dal richiamo al voto utile. Più in profondità, questa fase politica è stata segnata dalla polarizzazione di uno scontro. E in questo scontro il bisogno di difendersi dall’onda nera ha prevalso su tutto il resto. Un racconto a cui tutti abbiamo contribuito e che ha portato i cittadini a votare dove sembrava più forte la possibilità di fare resistenza. L’onda nera c’è. E ha messo in secondo piano i contenuti necessari per recidere le radici su cui quell’onda ha costruito la sua forza. Ma, sia chiaro, questo non ci assolve. Gli elettori hanno scelto chi sentivano più efficace per fermare le destre. Ci hanno considerati insufficienti e poco credibili. Poi ci sono altri elementi, la costruzione tardiva della lista per esempio, ma non credo che questo sia il punto. Ed e’ paradossale un risultato cosi’ proprio mentre nel Paese si avverte un risveglio democratico“. Lo afferma Nicola Fratoianni in un’intervista che apparsa oggi sul Manifesto. “In questa campagna ho messo tutte le mie energie, fino all’ultima goccia. Come tutti e tutte– prosegue il leader di SINon e’ bastato. Quando si e’ trattato di ammettere la sconfitta ci ho messo la faccia. Ora abbiamo di fronte una stagione complicata e un percorso lungo, dobbiamo riconquistare un insediamento sociale nel Paese, fin qui ci siamo dispersi in sperimentazioni generose ma evanescenti“.

La frammentazione della sinistra, dai Verdi a noi al Prc a Possibile, l’Altra Europa, Diem, Dema, e’Viva e le esperienze civiche,– insiste Fratoianni- va superata. È percepita come insopportabile. Anche se questa lista ha provato a costruire la piu’ larga unita’. Provero’ a dare un contributo. Ma non basta. il voto ci pone un’altra questione: collocare lo sforzo di ricomposizione e rigenerazione dentro la costruzione di un’alternativa alle destre. il nodo non puo’ essere piu’ aggirato. Non possiamo chiuderci fra noi dicendo che abbiamo ragione ma non ci hanno capiti. Senza rinunciare ai nostri valori e contenuti, occorre dichiararsi pienamente coinvolti dalla richiesta che viene dal paese: costruire un’alternativa a una destra che raggiunge il 50 per cento e in cui la destra radicale sta sul 40“. “Mi rivolgo a tutti quelli che sono oggi interessati a costruire un’alternativa a questa destra. Rispetto l’entusiasmo del Pd, non lo contesto perche’ ho il senso della misura, ma se immagina un’alternativa concreta non può limitarsi alla riproposizione di schemi vecchi. Tanto meno il centrosinistra. Serve rivolgersi ai 5 Stelle e favorirne il cambio di prospettiva. Per tirarlo dentro questo campo. Riaprire un dialogo con il Pd dopo gli anni del freddo? Come? Costruendo uno spazio di discussione in una prospettiva diversa. Perche’ questa alternativa abbia gambe serve un lavoro sociale per riconquistare tutti quelli che sono andati a destra e che hanno smesso di votare. Serve mettere mano ai nodi su cui ilcentrosinistra e’ stato sconfitto. Non pretendo che il programma sia il nostro. Ma si devono porre al centro i diritti e le liberta’, lo dico a M5S. E i diritti sociali, il lavoro, la distribuzione della ricchezza, la protezione di chi non ce la fa, e questo lo dico al Pd. Altrimenti anche le forme piu’ larghe di coalizione sono inefficaci. Guardiamo al Piemonte: un’alleanza larghissima, ma ugualmente non competitiva”. “Non ho cambiato giudizio sul Pd e sui suoi governi- conclude Fratoianni- ma non possiamo non misurarci con la realtà. Non sto proponendo di affrontare la questione riducendola soltanto a un problema di alleanze. Ripeto: il centrosinistra, non c’e’ più, serve uno schema nuovo“.

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