Salvini: “Basta con i no, altrimenti mollo tutto”

Incassato il nuovo successo elettorale e con la Lega passata in un anno dal 17 al 34 per cento, come intende Matteo Salvini spendere questo cospicuo capitale politico? “Per prima cosa inviterò tutti i neoeletti, siano essi sindaci, consiglieri comunali, europarlamentari, a mantenere umiltà e piedi ben piantati per terra – risponde in una intervista a Libero -. In passato altri, dopo grandi vittorie, hanno commesso l’errore di montarsi la testa e non hanno fatto una bella fine“, “userò questi voti innanzitutto per provare a cambiare quei vincoli europei che sono dannosi per l’Italia. Per farlo, però, serve un governo compatto“. Ed in una intervista a La Verità aggiunge: “Mai montarsi la testa, è fondamentale rimanere umili. È quello che sto ripetendo da stamattina a chi mi fa i complimenti, per non finire come Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e compagnia. Oggi i cittadini ti giudicano dai fatti” e “mi aspetto dialettica e consonanza d’intenti. il no per partito preso, il no punto non mi va bene. Né dall’Europa, né da chi sta dentro il governo, né dalle altre istituzioni. Noi dobbiamo rilanciare l’economia, il lavoro e tagliare le tasse. Altri modi di stare al governo non ne conosco“, “un terzo degli italiani ha votato la Lega, quindi ha votato Salvini per chiedergli di fare in economia ciò che ha fatto per affrontare il problema dell’immigrazione incontrollata. Se dovessi rendermi conto che nei prossimi due anni non si può muovere o cambiare nulla, ne trarrei le conseguenze. In una parola, sarebbe inaccettabile“. E su Libero ribadisce: “Continuo a ritenere che questo governo, con le condizioni politiche attuali, sia l’unico possibile. Noi vogliamo fare, non litigare. A meno che… Deve essere chiaro a tutti che io sto al governo per aiutare gli italiani. Se uno pensa di stare lì a vivacchiare, si sbaglia di grosso“. E aggiunge: “Non capisco le preoccupazioni di Conte. Io voglio fare il ministro dell’Interno e basta. Gli altri però devono cambiare passo. In ballo non ci sono voti in più, ma il futuro dell’Italia“.

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