Decreto sicurezza bis, via libera al decreto

Via libera dal Consiglio dei ministri al cosidetto Decreto sicurezza bis. Nel comunicato di Palazzo Chigi si sottolinea che il provvedimento interviene in particolare in materia di: contrasto all’immigrazione illegale; potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza; contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive. Tra le principali misure introdotte c’è il potere da parte del Ministro dell’interno, di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, con l’eccezione del naviglio militare e delle navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, ovvero quando, in una specifica ottica di prevenzione, ritenga necessario impedire il cosiddetto “passaggio pregiudizievole” o “non inoffensivo” di una specifica nave se la stessa è impegnata – limitatamente alle violazioni delle leggi in materia di immigrazione – in una delle attività elencate dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Convenzione di Montego Bay – UNCLOS), ossia il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti.

Inoltre è previsto,  in caso di inosservanza da parte del comandante della nave dei divieti e delle limitazioni imposti, il pagamento di una sanzione amministrativa variabile da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 50.000, fatta salva l’applicabilità di eventuali sanzioni penali. In caso di reiterazione della violazione, commessa con l’utilizzo della medesima nave, si applica  la confisca amministrativa con sequestro cautelare immediato.

In materia di sicurezza pubblica, il testo introduce inoltre misure volte a sviluppare l’attività di cooperazione internazionale di polizia nel campo delle operazioni sotto copertura e a chiarire che la comunicazione alle questure, da parte dei titolari di strutture ricettive (hotel, pensioni, B&B, ecc.), delle persone alloggiate per un solo giorno vada effettuata “con immediatezza”.

Rafforzate poi le misure contro le violenze durante le manifestazioni n luogo pubblico, in particolare attraverso l’inasprimento delle sanzioni per chi fa uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona; prevista la la reclusione da uno a quattro anni per chi lanci o utilizzi razzi, oggetti contundenti o gas. Per velocizzare l’esecuzione delle sentenze di condanna per reati anche gravi, verranno assunte fino ad un massimo di 800 persone con contratti a tempo determinato di durata annuale.

Incrementato poi il DASpo per i recidivi: passa dal minimo di sei al massimo di dieci anni, a fronte degli attuali cinque e otto anni. Per coloro che violano il divieto, il periodo massimo sale da otto a dieci anni. Si estende l’applicabilità del fermo di indiziato di delitto ai reati commessi in occasione o a causa delle manifestazioni sportive e si rende permanente la disciplina dell’arresto differito per determinati reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Inasprite anche le sanzioni per il bagarinaggio.

 Si proroga poi al 31 dicembre 2019 la scadenza per l’adozione, da parte del Governo, di uno specifico regolamento per individuare le modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali in tema di trattamento dei dati effettuato per le finalità di polizia dal Centro elaborazioni dati (CED) del Dipartimento della pubblica sicurezza e da organi, uffici o comandi di polizia, con particolare riferimento agli adattamenti che si impongono nella parte in cui si prevede l’accesso al citato CED da parte del personale dei Corpi e dei servizi di polizia municipale per verificare eventuali provvedimenti di ricerca o di rintraccio esistenti nei riguardi delle persone controllate. Si proroga, infine, al 31 dicembre 2019, il termine di applicazione delle norme in materia di intercettazioni introdotte dal Decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216.

 

 

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