Rassegna stampa 13 giugno 2019

ECONOMIA
 
Salvini nervoso. L’incapacità di Di Maio di gestire le crisi aziendali riverserà nelle piazze italiane migliaia di lavoratori inferociti che non faranno troppa distinzione fra M5s e Lega. L’Ilva licenzierà 13mila dipendenti se nel decreto crescita cade lo scudo penale alla proprietà come vuole Di Maio (La Mattina sulla St)
 
Sblocca cantieri. Il decreto Sblocca cantieri, che oggi sarà convertito in legge, sarà una fucina di disastri (Santilli sul Sole stronca la legge)
 

INTERNI

 
Partita in salita. Finita la sbornia elettorale, il M5s rialza lentamente la testa: se Salvini vuole più ministri li chieda pubblicamente (Labate sul Cds)
Qualcosa non torna. Salvini: “Ci sono sono centinaia di miliardi fermi nelle cassette di sicurezza”. Ma se in tutta Italia circolano banconote per 202 miliardi (dati Banca centrale europea) quei soldi nelle cassette da dove vengono? (Meletti sul Ft)
 
Schema Salvini. Fontana (Forza Italia): “Salvini non pensa al centrodestra ma ad una alleanza strutturale con l’ala governativa dei grillini” (Minzolini sul Gn)
 
I morti afferrano i vivi. Nel cupio dissolvi di una catastrofe professionale e umana, Palamara si tira dietro tutto il sistema di relazioni. Inoltre, sapendo di essere intercettato, trascina nel fango pure persone perbene (Bonini su Rep). A casa sua trovati fascicoli di indagine di cui non era titolare… (Sarzanini sul Cds)
 
Palamara fa le valigie. Oggi la Prima Commissione del Csm potrebbe aprire la procedura per trasferimento d’ufficio per incompatibilità per Palamara e per Stefano Fava, l’altro pm indagato per favoreggiamento e violazione del segreto istruttorio (Izzo sulla St)
 
Senza pudore. Travaglio dipinge correttamente la pessima classe dirigente che Salvini ha imbarcato al Sud (e gli affari opachi per cui sono indagati) ma chiude chiedendo a Salvini di ringraziare Conte e Di Maio “per aver impedito che il sistema Arata inquinasse il governo e le istituzioni”. C’è un limite a tutto.
Start-up. Calenda spiega al Cds perchè c’è bisogno nel panorama politico del centrosinistra di una forza liberal-popolare e scrive che la parola adesso passa al Pd. Dal quale, probabilmente, Calenda si aspetta le chiavi delle sedi e un pacchetto di voti per iniziare.
Giuseppe Licinio
 

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