Ue, fumata nera. Nuova sessione per trovare un accordo sul nuovo presidente

Si continua a trattare a oltranza al vertice di Bruxelles per trovare un accordo sul nuovo presidente della Commissione europea. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha riunito nuovamente in mattinata i capi di stato e di governo in una sessione plenaria, dopo aver passato la notte in bianco a negoziare faccia a faccia con i 28 leader europei. Il premier italiano Giuseppe Conte, non escludendo di dover essere costretti a riaggiornarsi, ha sottolineato che è necessario superare Il criterio dello Spitzenkandidat: “Non può essere l’unico criterio, non dobbiamo legarci solo alla logica delle affiliazioni politiche. Dobbiamo tenere conto che stiamo scegliendo un presidente che dovrà guidare l’Europa per i prossimi cinque anni, con una grande strategia e visione, e quindi dobbiamo cercare di mantenerci flessibili nella scelta del candidato più giusto, che raccolga Il più ampio consenso”. Entrato nel conclave europeo come ‘Papa’, il candidato dei socialisti Frans Timmermans si è però scontrato con l’opposizione di molti primi ministri di centrodestra decisi a non cedere al Pse la poltrona più ambita, quella del presidente della Commissione. Conte ha anche negato che ci sia sul tavolo delle trattative il cosidetto ‘Patto di Osaka’, negoziato in occasione del G20 tra Francia, Germania, Spagna e Olanda. “È un malinteso perché è stato deciso il giorno prima. Non c’è un accordo di Osaka. E’ un fatto”, ha detto Il premier italiano.

Fonti di Palazzo Chigi hanno anche precisato che nelle trattative il premier “ha le mani libere”, pur tenendo conto della linea espressa dalla Lega. Per l’Italia è auspicabile una logica di pacchetto, ha ricordato Conte, “che tenga conto anche delle altre scelte alla Presidenza del Consiglio del Parlamento e della Bce. Non è detto che si riesca a trovare un accordo in giornata”.

Nella notte il primo ciclo di incontri bilaterali, durato cinque ore, era servito solo a eliminare dalla rosa dei nomi il premier irlandese, Leo Varadkar, che si è chiamato fuori dalla corsa dopo esser stato inserito tra i potenziali candidati nel corso delle trattative notturne. Da parte sua IL presidente Tusk sta cercando di vincere la resistenza dei leader popolari che hanno mal digerito l’accordo preparato da Angela Merkel, incontrando i paesi ribelli nel centrodestra contrari alla linea della cancelliera: Croazia, Irlanda, Lettonia e Romania. I leader di questi gruppi difendevano la priorità del partito popolare per la Commissione europea. Sul tavolo dei negoziati restano i nomi di Timmermans, e di Marghrete Vestager, candidata dei liberali, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha citato ufficialmente Il nome di Michel Barnier. Mentre i capi di stati e di governo arrancano, Antonio Tajani fa sapere che mercoledì Il Parlamento eleggerà Il suo nuovo presidente “che ci sia o meno un accordo al vertice“.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spiegato oggi oggi a Bruxelles ai giornalisti che lo attendevano all’uscita dal Consiglio europeo, che riprenderà domani, il motivo per cui si è opposto, insieme a una decina di altri paesi, al pacchetto di nomine per i nuovi vertici Ue, detto “di Osaka”, che era stato proposto su iniziativa di alcuni Stati membri (Francia, Germania, Spagna e Olanda); un’opposizione che ha determinando, alla fine di una notte di negoziati, la decisione di sospendere la riunione e riconvocare i capi di Stato e di governo domani, sempre a Bruxelles. “In sostanza – ha spiegato Conte – ci siamo ritrovati ieri, dopo lo scorso incontro del Consiglio europeo (il 21 giugno, ndr) in cui si era detto che il criterio degli ‘Spitzenkandidat’ (i ‘candidati capolista’, ndr) non ci portava a soluzione; quindi quel criterio lo abbiamo abbandonato perché non funzionava. Dopodiché ci siamo ritrovati qui ieri per un pacchetto che era stato elaborato prima del G20 di Osaka, uno o due giorni prima, e per questo viene chiamato il pacchetto di Osaka”. “E’ un pacchetto – ha continuato il premier – che mi ha lasciato molto perplesso, ed è la ragione per cui l’Italia ha subito mostrato le sue perplessità, insieme ad altri paesi; e alla fine ci siamo ritrovati in 10 o 11 paesi” su posizioni critiche. “L’Italia – ha riferito Conte – ha fatto questo ragionamento: è un criterio, quello che ci viene proposto, che è nato fuori dal mandato che avevamo conferito al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk” per cercare l’accordo fra i leader sul pacchetto di nomine. “E’ un pacchetto che è stato elaborato da alcuni esponenti di importanti partiti; quindi, con Timmermans presidente della Commissione, ci state riproponendo il criterio dello Spitzenkandidat che avevamo abbandonato perché non funziona, adesso ce lo riproponete e per giunta in un pacchetto precostituito, nato altrove”. “Beh – ha sottolineato il premier – l’Italia queste cose non le può accettare. Ho cercato di farlo capire, ma purtroppo ci ho impiegato 18 ore e mezza”. Cambierà qualcosa domani, quando riprenderà la riunione del Consiglio europeo? “Cambia domani il fatto che io confido in una soluzione alternativa – ha risposto Conte -, una soluzione a cui stavamo già cercando di lavorare prima di andar via”. “Vorrei chiarire – ha puntualizzato il premier – che l’Italia non è contro Timmermans, io personalmente ritengo sia una persona di valore, di grande esperienza. Quindi nulla contro Timmermans; ma se mi viene proposto questo metodo, in un pacchetto che include anche Timmermans, sono costretto a porre una riserva e a formulare delle obiezioni”. Quanto alle possibili candidatura alternative, che l’Italia e gli altri paesi potrebbero appoggiare, “stanno circolando dei nomi; ma non mi fate fare nomi – ha concluso Conte rivolto ai giornalisti – perché siamo in una situazione molto fluida”.

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