Appello al governo. I sindacati a Palazzo Chigi: “ora servono i fatti”

Sindacati in pressing sul governo, perchè dopo le tante iniziative di mobilitazione messe in campo insieme da Cgil, Cisl e Uil tra febbraio e giugno per chiedere di cambiare la linea economica, accompagnate dalle proposte unitarie, e la prima presa di contratti, si passi ad una fase di confronto vero, di risposte e di risultati. “Al recente incontro con il premier Conte e a quello convocato dal ministro Salvini per la meta’ di luglio dovranno seguire fatti concreti. Non c’è più tempo per diversivi di sorta“, ammonisce la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, aprendo la conferenza nazionale organizzativa della confederazione di via Po, che viene dedicata alle periferie, ai giovani e al lavoro. Tema che richiama il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alla Cisl. “E’ questa una chiave di volta che interpreta una missione definita dalla Costituzione: ridurre gli squilibri sociali, territoriali, di genere”, afferma il capo dello Stato. “Sono questioni nevralgiche per lo sviluppo del Paese e nessuno può permettersi di trascurarle“, afferma ancora sottolineando “la valenza” dei corpi intermedi. Per i sindacati (e le imprese) in vista c’è l’incontro in calendario lunedì 15 al Viminale con il vicepremier Matteo Salvini, che segue il confronto avviato a Palazzo Chigi la scorsa settimana, il 3 luglio, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e l’altro vicepremier Lugi Di Maio. Un percorso di confronto su cui c’è l’impegno ad andare avanti, in vista della prossima legge di bilancio. Le priorità vanno dal lavoro alla riforma fiscale, dalla politica industriale al Sud. E proprio ieri a Palazzo Chigi la riunione di Conte e Di Maio con gli altri sindacati, Confsal, Ugl, Cisal e Usb. Finora c’e’ “la mancanza di un progetto di medio-lungo periodo per il Paese e la capacita’ di dotarsi della strategia per gestirlo”, sostiene Furlan: qui “la divergenza di impostazione fra noi e il governo e le conseguenti critiche di merito su troppe misure prevalentemente elettoralistiche”. “Nei prossimi giorni vedremo se il governo intende ascoltarci o no“, dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo all’iniziativa della Cisl e sostenendo che “va aperto un confronto a 360 gradi. Basta slogan, non dobbiamo andare a votare“. Landini tocca anche la questione dei migranti e attacca: “Quelli che governano non possono giurare sulla Costituzione e poi chiudere i porti e gioire se c’è gente che muore in mare: non è accettabile“. Ricorre ad una battuta in stile, sindacale per sintetizzare la situazione di confronto tra governo e sindacali, il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, parlando dallo stesso palco: “ci hanno convocato separatamente, speriamo di arrivare agli obiettivi unitariamente“. L’unità è la parola d’ordine anche del cammino sindacale tra Cgil, Cisl e Uil. In cima alle richieste, oltre ad occupazione e crescita, c’e’ la riforma del fisco (“la flat tax e’ iniqua”) che i sindacati chiedono di realizzare tagliando le tasse e, quindi, rendendo piu’ pesanti le buste paga dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, che “rappresentano l’85 per cento dei versamenti all’erario italiano“, rimarca Furlan. Non manca il tema del lavoro povero, una questione “preoccupante” e che, “secondo i nostri studi basati sul reddito lordo mensile, in Italia riguarda oltre 4,19 milioni di persone“, dice ancora Furlan. Per questo, bisogna incrementare le ore lavorate e rafforzare il ruolo della contrattazione che va “allargata a tutti i lavoratori“.

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