Europarlamento, voto in discesa per l’okay alla squadra di von der Leyen

Il voto risicato di luglio sembra essere lontano e Ursula von der Leyen si prepara a incassare una larga maggioranza al Parlamento europeo. L’assemblea di Strasburgo, con un mese di ritardo dovuto all’impasse sulla nomina dei tre commissari di Francia, Ungheria e Romania, domani intorno a mezzogiorno voterà la ‘fiducia’ alla squadra della presidente eletta, consentendo all’esecutivo Ue di entrare in carica il 1 dicembre.

La squadra von der Leyen dopo pai primi mesi di gestazione complicati, potrebbe partire con una robusta maggioranza alle spalle e ottenere ben più dei 383 voti di quest’estate quando passo’ con solo 9 voti di scarto. I gruppi politici ‘europeisti’ sono pronti al via libera: voteranno a favore i Popolari, compreso i tedeschi, sospettati di avere boicottato Ursula l’estate scorsa usando l’arma del voto segreto. Così come dovrebbero ricompattarsi e votare in blocco i Socialisti, escluso la delegazione romena che sta manifestando da giorni una serie di mal di pancia, e i liberali di Renew Europe.

Ursula vor der Leyen con David Sassoli

I Verdi, che a luglio bocciarono von der Leyen, considerano positive le aperture di von der Leyen sul Green New Deal e si preparano a una ‘astensione ragionata’, che gli consente di avvicinarsi al perimetro della maggioranza. Un ‘no’ scontato arriverà dal gruppo sovranista di Identità e Democrazia e dalla sinistra radicale della Gue. I Conservatori di Ecr infine, dovrebbero confermare l’atteggiamento di luglio: la componente più numerosa, quella dei polacchi del PiS, così come avvenne quest’estate, voteranno a favore, mentre le altre delegazioni, compreso Fratelli d’Italia, confermeranno il loro ‘no’. Il M5S, che nel voto di luglio fu decisivo per consentire a von der Leyen di passare l’esame dell’aula, dopo qualche perplessità emersa ieri, si è riunito per decidere il da farsi e alla fine è emersa la scelta di votare a favore.

Dallo staff di von der Leyen non trapelano anticipazioni sul contenuto del discorso all’assemblea, ma è probabile che la presidente eletta tornera’ sulle priorità già indicate nei mesi scorsi, a partire dal Green New Deal, che sarà presentato a Bruxelles l’11 dicembre. “Il passaggio in Parlamento è un momento democratico importante“, aggiungono le stesse fonti. Von der Leyen sarà in “continuo contatto” con i presidenti dei gruppi politici del Parlamento e gli stessi commissari avranno “contatti costanti con i gruppi“.

Secondo quanto risulta la futura presidente della Commissione ha intenzione di mettere creare dei gruppi di lavoro congiunti Commissione-Parlamento, composti da due eurodeputati per gruppo di maggioranza (Ppe, Socialisti e liberali) con il compito di fare da ufficiali di collegamento tra l’Eurocamera e i tre vicepresidenti esecutivi, Frans Timmermans, Margrethe Vestager e Valdis Dombrovskis.

Dopo il voto dell’Eurocamera e un passaggio formale in Consiglio che dovrà dare il suo via libera a maggioranza qualificata, la Commissione von der Leyen entrerà formalmente in carica domenica 1 dicembre e la nuova presidente si trasferirà il giorno stesso a palazzo Berlaymont. Lunedi’ 2 sarà il primo giorno di lavoro, mentre il primo collegio dei commissari è già fissato per mercoledì 3.


Questa la composizione della futura Commissione europea: Partito Popolare Europeo (10) Ursula von der Leyen (Presidente), Valdis Dombrovskis (vicepresidente esecutivo per l’Economia al servizio delle persone), Margaritis Schinas (vicepresidente per la Promozione del modo di vivere europeo), Dubravka Suica (vicepresidente per la Democrazia e la demografia), Johannes Hahn (Bilancio e amministrazione), Mariya Gabriel (Innovazione e gioventu’), Ste’lla Kyriaki’dou (Sanita’), Phil Hogan (Commercio), Oliver Varhelyi (Vicinato e allargamento), Adina Valean (Trasporti). – Socialisti&Democratici (9) Frans Timmermans (vicepresidente esecutivo per il Clima), Josep Borrell (Alto rappresentante per la politica estera), Maros Sefcovic (vicepresidente per le relazioni inter-istituzionali), Jutta Urpilainen (Partnership internazionali), Paolo Gentiloni (Economia), Nicolas Schmit (Occupazione e diritti sociali), Helena Dalli (Uguaglianza), Elisa Ferreira (Coesione e riforme), Ylva Johansson (Affari interni) – Liberali di Renew (6) Margrethe Vestager (vicepresidente esecutivo per il Digitale e la concorrenza), Vera Jourova’ (vicepresidente per i Valori e la trasparenza), Thierry Breton (Mercato Interno e industria), Didier Reynders (Giustizia), Kadri Simson (Energia), Janez Lenarcic (Gestione delle crisi). – Conservatori e riformatori europei (1) Janusz Wojciechowski (Agricoltura) – Verdi (1) Virginijus Sinkeviius (Ambiente, oceani e pesca).

Commenta

commenta

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi