Mara Carfagna lancia ‘Voce Libera’, ma ribadisce: “resto in Fi”

“Sarà un’avventura bellissima, grazie a chi mi ha spinta e incoraggiata e a chi si è messo a disposizione”. Mara Carfagna non ha dubbi. Voce Libera, la sua associazione che oggi prende ufficialmente vita, “servirà a dare voce a quell’Italia stanca dall’eterno teatrino politico, di chi pensa che il Paese sia sempre in campagna elettorale e di chi pensa a fare l’influencer invece di far politica. Quello lasciamo che sia la Ferragni,che certo non pretende di governare il Paese, a farlo”.

Ad ascoltare la vicepresidente della Camera diversi parlamentari di Forza Italia che hanno deciso di aderire all’associazione: Renata Polverini, Osvaldo Napoli, Massimo Mallegni, Andrea Cangini, Paolo Russo solo per citarne alcuni. Presente anche Gaetano Quagliariello e Stefano Parisi leader di Energie per l’Italia. La ‘neo’ associazione della vice presidente della Camera può contare su nomi di peso anche nel comitato scientifico: Carlo Cottarelli (che però chiarisce di non essere interessato a scendere in politica), l’avvocato Alfonso Celotto, i professori Alberto Brambilla e Fabio Roversi Monaco. E tra le adesioni dell’ultima ora anche quella di Giuliano Urbani, tra i fondatori di Forza Italia. Ed è proprio su Fi e sul rapporto con Silvio Berlusconi che Carfagna tiene a sgombrare ancora una volta il campo dai dubbi: Voce Libera non è la premessa alla nascita di un partito, noi stiamo in Forza Italia “Berlusconi è il presidente del mio partito e non mi farete mai litigare con lui”. Anzi, a Berlusconi che bolla come “inutile”, la neo associazione, l’ex ministro replica: “L’ultima volta che mi dissero così fu per la legge sullo stalking, una delle cose di cui vado più fiera”. Quanto a chi dentro Fi aveva lanciato una sorta di ultimatum invitandola a scegliere, Carfagna risponde con una punta di ironia: “Gli ultimatum?…In questo periodo veramente c’è più gente fuori dal partito che dentro…”. Ma l’idea di dar vita ad un partito non è nel futuro dell’associazione, gli obiettivi sono chiari:

“Dare voce alle vittime di una giustizia ingiusta, voce agli imprenditori che non devono essere usati come bancomat. Vogliamo scommettere sulle donne e dare voce al Sud dicendo che si risolvono i problemi con l’assistenzialismo ma con una no tax area per le imprese. Insomma c’è bisogno di una politica che faccia ciò che serve al Paese e che non pensi solo ai sondaggi”.

 

 

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