Decreto Milleproroghe, si attende il parere sull’ammissibilità degli emendamenti

La riunione del Consiglio dei ministri prevista stasera (si dovrebbe parlare di nomine, ma politicamente fanno ancora rumore le dimissioni di Di Maio dal vertice M5s) e l’esame del decreto Milleproroghe a Montecitorio, dove si attende il parere sull’ammissibilità degli emendamenti: sono questi gli argomenti principali della giornata politica e parlamentare. Cdm (il primo dopo il “passo di lato” di Di Maio): si decide sulle nomine? Il Consiglio dei ministri è convocato per stasera alle 21, a distanza di due giorni dal pre Cdm che si è tenuto martedì. Sul tavolo ci dovrebbe essere il dossier nomine, dove lo stallo sulla designazione dei vertici delle agenzie fiscali (Entrate, Demanio e Dogane) dovrebbe esser stato superato. Alle Entrate sembra fatta per il ritorno di Ernesto Maria Ruffini. vicino sia al Pd che a Matteo Renzi, mentre al Demanio dovrebbe andare Marcello Minenna, economista, ex assessore della Giunta Raggi e già candidato dal M5s alla guida della Consob. Infine, per le Dogane si prospetta il nome di Antonio Agostini, attualmente coordinatore dell’Ufficio di segretariato del Cipe.

La riunione odierna è il primo appuntamento collegiale dell’Esecutivo dopo le dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico del Movimento 5 stelle (annunciate ieri). Il passo indietro del ministro degli Esteri – a cui subentra come reggente il viceministro dell’Interno, Vito Crimi – non può certo lasciare indifferente il Governo nel suo complesso. “La sua decisione rappresenta una tappa di un processo di riorganizzazione interna al Movimento in corso da tempo e che, sono persuaso, non avrà alcuna ripercussione sulla tenuta dell’Esecutivo e sulla solidità della sua squadra” ha rassicurato il premier Giuseppe Conte. Tuttavia, il momento è delicato, e il presidente del Consiglio avrebbe deciso di rinunciare ad andare oggi pomeriggio a Davos, per partecipare al World Economic Forum, preferendo restare a Roma a preparare il Cdm e a presiedere altre riunioni su dossier urgenti.

La mossa di Di Maio, che non sarà più neanche capodelegazione M5s nel Governo, disinnesca in anticipo nuovi – e altamente probabili – attacchi alla sua leadership dopo le attese elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria (si vota domenica). Tutti i riflettori sono puntati sulla prima Regione, dove il risultato finale potrebbe essere decisivo anche per la sopravvivenza (o meno) del Governo, ma in generale per i 5 stelle si prevede un risultato magro da questa tornata. Già si guarda agli Stati generali del Movimento, in programma a metà marzo, e a tanti è sembrato che in realtà il ministro degli Esteri abbia fatto più un passo “di lato” che indietro, e quindi non è escluso un suo ritorno in pista per il vertice M5s. Sul punto per il momento c’è incertezza, ma sembra probabile che la stagione del capo politico “unico” sia finita e si vada verso una guida più collegiale con l’ipotesi del triumvirato (e si fa il nome di Alessandro Di Battista, del reggente Crimi e di Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico).

Milleproroghe, oggi prima “tagliola” su emendamenti Prosegue l’esame nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio del decreto Milleproroghe: oggi sono in programma due sedute (alle 9,30 e alle 18,30) ed è atteso anche il verdetto sull’ammissibilità degli emendamenti depositati. In totale, ne sono arrivati poco meno di 2mila, ma saranno 880 quelli che i gruppi potranno “segnalare” (e che quindi saranno effettivamente vagliati). Tra le modifiche ce n’è una, a firma M5s e Pd, per ritoccare la norma sul superamento del mercato tutelato di energia elettrica e gas: la proposta anticipa per le sole piccole imprese lo stop obbligatorio al mercato, ovvero dal 1° gennaio 2021, mentre per le microimprese e i consumatori domestici il superamento della tutela scatterà il 1° gennaio 2022, come previsto ora dal decreto. C’è anche l’ipotesi – a cui starebbe lavorando il Governo attraverso un emendamento – di allungare la permanenza in servizio dei dirigenti medici negli ospedali e nelle Asl del Servizio sanitario nazionale anche oltre l’età pensionabile, fino a 70 anni. Sempre l’Esecutivo sta scrivendo una modifica per il riconoscimento, nel limite di 20 milioni per l’anno 2020, di una indennità per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore call center in situazioni di crisi aziendale, e anche una rimodulazione dei tetti per la spesa farmaceutica del Servizio sanitario nazionale: si punta a rivedere le percentuali di spesa massima per i farmaci. C’è poi il nodo Autostrade: infatti, tra le norme inserite nel decreto c’è anche un articolo che cambia le regole per la revoca delle concessioni autostradali, stabilendo che, se l’estinzione della concessione derivi da inadempimento del concessionario, l’amministrazione concedente non dovrà pagare alcun indennizzo o alcuna penale. Nella maggioranza il Pd sembra aver “sposato” la linea dura M5s, da sempre a favore della revoca dopo la tragedia del Ponte Morandi, mentre Italia viva continua a pensarla diversamente. Infatti, alcuni emendamenti – presentati da Iv, Forza Italia e dall’ex 5 stelle Gianluca Rospi – propongono proprio di cancellare l’intero articolo sulle concessioni autostradali. La cosa sembra destinata a creare nuove frizioni tra alleati, e dal 27 gennaio iniziano le votazioni.

 

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