Regionali: il M5S scompare, la Lega non sfonda, il Pd tiene, Fdi a doppia cifra

Due Regioni al voto con esiti diversi, ma alcuni elementi in comune: il Pd tiene (a fatica), Fratelli d’Italia cresce, il Movimento 5 Stelle crolla, la Lega monta ma non sfonda.

Il Partito democratico è primo sia in Emilia Romagna, con il 34,7 per cento dei voti, che in Calabria (nonostante la vittoria della candidata di Centrodestra Jole Santelli) con il 15,1 per cento. Rispetto a cinque anni fa perde però 8 punti in Calabria e 10 punti in Emilia Romagna. Nella locomotiva d’Italia Bonaccini trae vantaggio certamente dal voto disgiunto, visto l’ottimo risultato per il candidato presidente, il 51,4%. Concorrono alla sua riconferma la lista Bonaccini Presidente (5,7%), la lista Emilia Romagna coraggiosa (3,7%), Europa Verde (1,9%), +Europa (1,5%). Il partito di Giorgia Meloni diventa grande: in Emilia Romagna, dov’era quasi inesistente (1,91% nelle Regionali di novembre 2014), arriva all’8,5%, in Calabria – come in Umbria – raggiunge la doppia cifra: 10,8%.

Per Forza Italia è debacle totale al Nord, dove collassa al 2,5% a favore della Lega, ma resiste bene in Calabria, dove è ancora sopra al Carroccio e determinante per la vittoria di Santelli, secondo partito con il 12,4% dei voti, con uno 0,2% in più rispetto alle ultime elezioni. Il distacco dalla Lega in Calabria è minimo: il Carroccio, che nelle Europee (alla sua prima prova sul territorio) era al 22,6%, si ferma al 12,2%. E in Emilia Romagna, malgrado la sconfitta, raggiunge il 31,9%, crescendo di quasi sette punti rispetto alle Regionali del 2014, ma perdendo quasi tre punti rispetto alle Europee, quando ha sfiorato il 34%.

Per il Movimento 5 Stelle continua la Caporetto: 6,2% in Calabria, e 4,7% in Emilia Romagna, dove alla fine del 2014 contava il 13,30% dei voti. Impressiona in particolare il crollo dei pentastellati dalle Europee del 26 maggio 2019, quando in Emilia Romagna si attestavano al 12,89 e in Calabria al 26,6%. A Bibbiano, città su cui Salvini ha basato la sua campagna elettorale, il partito democratico supera il 40 per cento e Bonaccini raggiunge il 56,7%. Segno che i cittadini non hanno gradito la campagna aggressiva del capitano. Per i Dem è l’Emilia che traina la Romagna e la differenza l’ha fatta l’effetto Sardine.

Maria Elena Ribezzo

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