Lavoro: “Ora salario minimo orario, è il momento di agire”

I deputati del Movimento cinque stelle in commissione Lavoro alla Camera affermano, in una nota, che “il salario minimo è una delle battaglie che il M5s intende vincere per tutelare i lavoratori italiani e assicurare loro una retribuzione che sia in linea con quella dei loro colleghi europei. I dati Eurostat confermano che in Francia, Germania, Spagna e Belgio il salario minimo supera i 1.500 euro al mese e sono 21 su 27 i Paesi membri dell’Unione che hanno adottato una norma specifica che lo garantisca a livello nazionale. Dobbiamo quindi fare di tutto – continuano i parlamentari – perchè anche l’Italia si adegui in questo senso. Sappiamo che il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, già firmataria di un disegno di legge sul salario minimo al Senato, si sta impegnando in prima persona per riuscire a realizzare questo obiettivo nel 2020 con qualsiasi strumento normativo sia necessario. Siamo decisi a sostenere ogni iniziativa del ministro per evitare che continuino ad esistere salari da fame che non garantiscono la dignità del Lavoro. Solo in questo modo – concludono gli esponenti del Movimento cinque stelle – possiamo assicurare a chi lavora in Italia la possibilità di sostenersi e non lasciare il proprio Paese alla ricerca di un futuro migliore altrove”.

E’ sul salario minimo orario, proprio in queste, ore si era espressa il ministro del lavoro Catalfo: “Abbiamo aspettato abbastanza, adesso è arrivato il momento di agire” perchè “nel 2020 in Italia ci ritroviamo con 5 milioni di lavoratori poveri, pagati pochi euro (lordi) all’ora. Questi cittadini hanno un potere d’acquisto limitato e avranno pensioni sotto la soglia di povertà un domani”.

Secondo Catalfo, “per invertire la rotta dobbiamo introdurre il salario minimo orario che c’è già in 21 paesi europei su 27. Come Movimento 5 Stelle dal 2013 lo diciamo, fui proprio io a inserire il salario minimo nel primo disegno di legge per l’istituzione del Reddito di cittadinanza. La nostra proposta è chiara, tutela i lavoratori e incentiva la buona contrattazione collettiva”, conclude.

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