Governo, è alta tensione ma nessuno (per ora) punta ad aprire la crisi

Italia viva frena sulla mozione di sfiducia al ministro Bonafede: “al momento non è all’ordine del giorno”, spiega una fonte renziana anche se Iv tiene il punto sul tema della giustizia. Nella sede del governo si frena sullo scontro tra il presidente del Consiglio Conte e il leader di Iv Renzi: certo una mozione di sfiducia al Guardasigilli sarebbe una sfiducia all’intero governo e non c’è volontà di farsi logorare e ricattare, ma allo stesso tempo non c’è alcuna intenzione di aprire la crisi. il giorno dopo lo scontro a tutto campo – da una parte Iv dall’altra il resto della maggioranza e dell’esecutivo rosso-giallo – ogni forza politica fa le proprie valutazioni sul da farsi. Conte – oggi a Gioia Tauro per presentare il piano per il Sud – punta ad accelerare sull’agenda di governo, ad andare avanti con il programma. Ed è questo il ‘refrain’ emerso anche nel vertice dei ministri Pd e nel Consiglio dei ministri. “Evitiamo di litigare, portiamo i dossier sul tavolo e vediamo Renzi come reagisce”, il ragionamento di un ‘big’ del Nazareno. Ed è lo stesso ragionamento del presidente del Consiglio non intenzionato ad andare ad uno scontro ‘personale’ con Renzi. La consapevolezza del premier è che i renziani vogliano sostituirlo ma l’obiettivo è non fornire alcun pretesto per rompere. “Basta polemiche, bisogna correre”, continua a ripetere il premier. Ma il paradosso è che a rallentare l’azione dell’esecutivo – ha spiegato ieri Conte – è proprio Italia viva. Le fibrillazioni sulla giustizia continueranno anche nei prossimi giorni.

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