“Ecco i nostri successi senza tweet”, parla il ministro Lamorgese

Il ministro forse più importante e meno conosciuto del governo, è riuscito in un piccolo miracolo: far tornare a essere Il suo ministero non più Il simbolo di una paura ma Il simbolo di una speranza“. Così Il Foglio introduce la sua intervista al ministro dell’Interno Luciana Lamorgerse nella quale fa Il punto sulla situazione dei migranti. “Mi sembra che Il paese sia piuttosto consapevole dei nostri risultati, anche senza tweet” premette. E precisa: “L’anno scorso Il numero degli sbarchi è stato poco più di undicimila, molto meno delle cifre davvero allarmanti degli anni precedenti. Da ministro, per quanto mi riguarda, intendo rassicurare i cittadini spiegando la reale situazione. L’immigrazione è un fenomeno strutturale che esiste da sempre, a partire da quando i nostri concittadini emigravano in America. Occorre gestirlo e possiamo farlo soltanto con un forte impegno dell’Europa”. E rivendica che “Il maggiore coinvolgimento dell’Europa nella gestione del fenomeno dell’immigrazione è stato Il risultato più importante. Mi sono impegnata molto per raggiungere l’accordo di Malta del 23 settembre, i cui effetti sono stati visibili a partire dal mese di ottobre”, “ora è la Commissione europea, e non più l’Italia, a richiedere la ridistribuzione dei richiedenti asilo sbarcati in Italia e lo fa prima dell’arrivo della nave in porto”. “Dal primo gennaio del 2019 fino alla mia entrata in carica, lo scorso 5 settembre, ci sono stati 85 trasferimenti – precisa -. Dal 5 settembre a oggi la cifra è salita a 470 e questo indica Il successo della nostra strategia”. Inoltre “nel 2019 i rimpatri forzati sono aumentati: passando da 6.820 nel 2018 (con una media giornaliera pari 18,6) a 7.054 nel 2019 (con una media giornaliera di 19,3). Nei primi otto mesi del 2019 (fino al 4 settembre) i rimpatri forzati sono stati 4.647 (con una media di 18,8 al giorno); negli ultimi quattro mesi dell’anno sono stati 2.407 (con una media di 20,3). Nel 2020 i rimpatri, al 9 febbraio, sono stati 660”. E prosegue: “Non voglio però cadere nella logica del mio predecessore. Credo sia sbagliato assumere che i successi di un’amministrazione siano merito del ministro di turno”. Interrogata sul numero degli immigrati irregolari presenti in Italia risponde: “Sono stati stimati in 600 mila, successivamente questa cifra è stata ridotta a 90 mila. Tuttavia, sarebbe davvero difficile quantificarli con precisione. Il loro numero è sicuramente maggiore di 90 mila, ma credo che comunque non sia utile fare stime grossolane”.

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