Coronavirus, Parlamento ai minimi termini: lavori solo su emergenza

Nonostante il Coronavirus, il Parlamento non può chiudere: si devono convertire in legge le misure prese dal Governo. Camera e Senato, comunque, rallentano con forza tutte le attività, concentrandosi solo sull’emergenza contagio e dimezzando il numero di parlamentari che voteranno. Il presidente di Montecitorio, Roberto Fico, sottolinea che “il Parlamento non può fermarsi: abbiamo dei doveri nei confronti dei cittadini italiani, così abbiamo definito questa modalità straordinaria dovuta all’emergenza attuale, e che speriamo di dover adottare il meno possibile”.

L’appuntamento più importante, a livello parlamentare, saranno le sedute d’Aula di mercoledì, mentre le commissioni lavoreranno lo stretto indispensabile. Martedì, alle 15, i senatori della commissione Bilancio inizieranno l’esame per convertire il decreto legge del 2 marzo, che contiene una serie di misure in realtà già superate: si va dalla dichiarazione dei redditi, che si potrà presentare oltre le normali scadenze, alla sospensione dei pagamenti delle utenze per le prime zone rosse, nel Lodigiano e a Vo’ euganeo.Più avanti martedì, alle 17.30, presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, si terrà l’audizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri da parte delle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Sul tavolo la richiesta di scostamento di bilancio dello 0,3% per l’emergenza coronavirus, che forse verrà dettagliata con misure da adottare a breve con un nuovo provvedimento.

Quando entrambi i rami del Parlamento voteranno sullo scostamento, lo faranno a numeri dimezzati, Palazzo Madama con 161 senatori e alla Camera con 350 deputati: sono le soglie di quella maggioranza assoluta necessaria per dare il via libera allo scostamento di bilancio dello 0,3% richiesto dal Governo. Paradossalmente, se tutti i parlamentari si presentassero, rischierebbero di aumentare il contagio tra di loro, mettendo al rischio i numeri di votazioni future. Ci si siederà in modo da assicurare la distanza di un metro. Al momento della chiama, al posto di sfilare davanti al banco della presidenza, si voterà per scaglioni, attraverso appello nominale. La votazione, peraltro, sarà agevole e all’unanimità, anche se ovviamente ogni gruppo parlamentare spingerà su determinate misure cui tiene.

Per il dibattito sarà presente un numero ridotto di parlamentari: a Palazzo Madama ci saranno 6 senatori per gruppo. Alle 17, sempre al Senato, interverrà il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, per un’informativa sulla situazione nelle carceri.Alla Camera, invece, il collegio dei questori ha adottato una serie di misure con efficacia sino al 3 aprile. Palazzo Montecitorio e il vicino palazzo dei gruppi saranno aperti fino alle 19. Gli altri edifici usati dai deputati – palazzo del Seminario; complesso di Vicolo Valdina, palazzi Theodoli-Bianchelli ed ex banco di Napoli – chiuderanno i battenti ancora prima, alle 17. Verranno sospese le attività di ristorazione, compresa la buvette di Montecitorio, simbolo della socialità tra i deputati.

Matteo Bosco Bortolaso

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