Sulla pandemia maggioranza e opposizioni sono in linea e pronti a misure più drastiche

 Le sciabole sono rimaste nei foderi. Per una volta la politica rispetta la tregua dovuta all’emergenza coronavirus e mette gli interessi di parte dietro quello pubblico. Il sì unanime di Camera e Senato che autorizza il governo a operare uno scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro è un segnale più unico che raro, lanciato nel momento in cui il Paese ne aveva più bisogno. Oltre al dato numerico, però, ce n’è un altro. Strategico. Che vede, con i dovuti distinguo, maggioranza e opposizioni sulla stessa lunghezza d’onda: i tempi sono maturi per nuove misure, più stringenti, per bloccare la diffusione del contagio. Peraltro con il beneplacito dell’Europa.

La proposta lanciata dalla Regione Lombardia fa breccia: dalla Lega a Italia viva, dal Pd a Fratelli d’Italia, dal M5S a FI e Leu, tutti sembrano voler sposare la linea del rigore. Per il capo politico pentastellato, Vito Crimi, “servono misure più drastiche, soprattutto nelle zone più esposte” e assicura che il suo gruppo “sosterrà con convinzione il presidente Giuseppe Conte in ogni misura o intervento che deciderà di assumere, anche il più restrittivo”. Anche i dem non si tireranno indietro, come confermato dal vice segretario nazionale, Andrea Orlando, mentre il Carroccio e FdI non aspettano altro. Soprattutto dopo che l’Oms ha dichiarato la pandemia per il coronavirus. Matteo Renzi va anche oltre, invocando che tutta l’Europa diventi “zona rossa”, perché “gli altri Paesi oggi sono nella condizione in cui era l’Italia 8-9 giorni fa”, dunque “nessuno può mettere la testa sotto la sabbia”. Il fondatore di Iv, però, chiede al governo di evitare un decreto al giorno (“quella è schizofrenia”) e riportare la comunicazione su un piano più istituzionale “e non da reality show”, facendo un esplicito riferimento alla polemica per la fuga di notizie sui provvedimenti adottati nel primo Dpcm firmato da Conte. Il ‘feeling’ tra l’ex premier e l’altro Matteo (Salvini), si rafforza proprio su questo punto. Il segretario della Lega, infatti, ribadisce la sua posizione con un tweet: “Chiudiamo oggi per ripartire, sani, domani”. Anche Giorgia Meloni è pronta a sostenere un restringimento delle maglie, soprattutto “dopo che l’Oms ha definito l’emergenza coronavirus una pandemia”. Mentre Silvio Berlusconi chiede “una strategia europea”. Il quadro, dunque, è quanto mai favorevole per decisioni che potrebbero rivelarsi storiche.

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