Coronavirus: da Conflavoro Pmi, Fesica e Confsal piano anti-contagio per la sicurezza di aziende e lavoratori

Conflavoro Pmi e le organizzazioni sindacali Fesica Confsal e Confsal hanno siglato un’intesa sociale atta a favorire il contrasto al nuovo coronavirus. L’accordo, finalizzato ad applicare le disposizioni del Dpcm 11 marzo 2020, prevede e promuove l’utilizzo dello smart working e incentiva la fruizione di ferie da parte dei lavoratori, nonché la sospensione dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione.

Di particolare rilievo nell’accordo è la definizione di un piano anti-contagio con un protocollo di prevenzione particolareggiato volto ad arginare, anche tramite gli idonei dispositivi di protezione, la diffusione del Covid-19 in azienda e sui luoghi di lavoro in generale e negli spazi comuni.

“Abbiamo fatto il nostro dovere – spiega Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro Pmi – dando concretezza a quanto il governo chiede alle nostre attività produttive. Serve il sacrificio di tutti, ma quando un’impresa è dimensioni contenute, come lo sono la quasi totalità di quelle italiane, è necessario un supporto realmente a 360 gradi. Serve soprattutto per sconfiggere il disorientamento assolutamente comprensibile di queste ore da parte dei nostri imprenditori e lavoratori sugli atteggiamenti e le prassi da tenere nelle imprese dei vari comparti produttivi non soggette alla sospensione lavorativa. Le imprese hanno bisogno di essere affiancate, accompagnate fuori da questa crisi con tutto lo sforzo possibile e la maggiore unità di intenti. Servono azioni sia sotto il profilo informativo e soprattutto burocratico, sia sotto quello del sostegno economico e fiscale da parte del governo e dell’Europa. Serve velocità ed è per questo che Conflavoro Pmi, Confsal e Fesica si sono attivate immediatamente e intensificheremo sempre più la nostra presenza al fianco delle imprese fintantoché questa emergenza non sarà cessata”.

 

“Come sindacato – ha spiegato Bruno Mariani segretario generale della Fesica e vice segretario generale della Confsal – abbiamo attuato due tipi di interventi, ancora più tempestivi ed organici alla luce del dpcm. È in corso un tipo di assistenza al lavoratore costante, oltre che sindacale naturalmente. Sia che egli sia in servizio tramite lavoro agile sia che, comunque, in azienda come nel caso degli addetti alla logistica. Abbiamo fornito la modulistica di riferimento per sopperire agli obblighi normativi ed, allo stesso tempo, agevolato il quotidiano lavorativo di ogni dipendente già confuso dai nuovi giusti provvedimenti e dall’emergenza pandemica in corso. Tutti i nostri rappresentanti sindacali hanno attinto ai numeri telefonici autorizzati dagli stessi lavoratori per mantenere il contatto con gli iscritti e fornire una consulenza immediata lì dove qualcuno aveva perplessità o stranezze da segnalare. Noi abbiamo ricordato diritti e doveri e soprattutto a cosa si verrebbe incontro se non si rispetta il protocollo dettato dagli obblighi di legge. Ognuno deve fare la sua parte ed il buon senso ci ha imposto, in collaborazione con la parte datoriale, di fare il massimo per fronteggiare questo momento ed arginare quanto di negativo, connesso al mondo del lavoro e dei suoi attori, può venire a crearsi”.

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