Il Parlamento torna in campo, con guanti e mascherine

Il Parlamento torna in campo. A ranghi ridotti, anche perchè non ci sono votazioni e dunque non serve il plenum. Ma Camera e Senato si riprendono la scena esercitando il loro potere di controllo. Prima con un question time “rafforzato”; poi con una informativa urgente del presidente del Consiglio. Ad ascoltare Conte, che per la prima volta parla alla Camera (lo farà giovedì in Senato) dell’emergenza Coronavirus c’e’ un’Aula piena quanto si può. I gruppi si sono accordati per far venire nell’Emiciclo un sesto dei propri deputati in modo da garantire le distanze e ridurre al massimo la possibilità di contagio.

In Aula ci sono un centinaio di deputati ad ascoltare Conte, che parla dai banchi del governo ben distanziato da sette ministri: nessuno di loro indossa mascherina e guanti che invece usano parecchi deputati ed i commessi. Per chi c’è, pur se con addosso guanti e mascherina distribuiti all’ingresso dell’Aula da un infermiere, è un ritrovarsi dopo un bel pò. Nei capannelli senza distinzioni di partito che si formano a debita distanza in Transatlantico ci si racconta di come sia stato complicato arrivare a Roma: di treni ed aerei ne viaggiano pochissimi, e per chi non ha casa in affitto nella Capitale, qualcuno si lamenta, e’ difficile trovare una stanza d’albergo.

I Palazzi si adeguano alle misure per il contrasto del Coronavirus. Le buvette sono chiuse: a Montecitorio per i deputati ci sono bottigliette d’acqua e bicchieri monouso su due tavoli. A Palazzo Madama invece, la “sacralità” del Transatlantico è rotta da due distributori automatici di bevande calde e merendine. A Montecitorio, unico palazzo della Camera rimasto aperto in questa fase di emergenza, la Posta e la Banca interna fanno orario ridotto, e vengono installate delle protezioni di plexiglass allo sportello postale. Spente tutte le postazioni informatiche dei deputati nel corridoio della ‘Corea’, mentre in Transatlantico fa più che fresco: le finestre sul cortile d’onore restano aperte per far circolare l’aria “la prima misura di igiene che mi hanno insegnato all’Università”, spiega Paolo Russo, medico e deputato di Forza Italia. Conte parla per quasi un’ora e incassa un solo applauso unanime dai deputati seduti tutti a distanza di sicurezza tra loro: quando ricorda le vittime del virus. Alla fine, solo la sua maggioranza gli batte le mani. L’opposizione, invece, scuote la testa, ed ascolta la filippica di Guido Guidesi, il leghista di Codogno che racconta “l’inferno” della zona rossa: “Non ho ancora sentito un appello alla collaborazione della opposizione cui non si puo’ solo chiedere di non fare polemiche”.

F.B.

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