Carriera politica di Ivan Della Valle, da “furbetto” del M5S a portavoce di Vox

Luigi Di Maio non lo aveva ricandidato dalle elezioni del 2018. Adesso Ivan Della Valle è nel direttivo di Vox, il partito guidato dal personaggio televisivo e saggista Diego Fusaro. L’ex parlamentare è stato tra i più attivi grillini della prima fase del M5S, salvo poi essere messo in disparte dai vertici del Movimento.

Della Valle entra in parlamento grazie a Beppe Grillo nel 2013, distinguendosi per le battaglie No-Tav in Val di Susa,  l’opposizione alla direttiva Bolkestein e il sostengo parlamentare ai venditori ambulanti.

Per limite dei due mandati (il primo da consigliere comunale e il secondo da deputato) non può ripresentarsi alle votazioni, ma Casaleggio ha probabilmente tenuto anche conto del suo coinvolgimento nel caso della “rimborsopoli” del M5S.

Il parlamentare piemontese infatti risultava tra i più generosi con 283.911 euro versati, finché in seguito all’inchiesta de Le Iene e alle dichiarazioni di alcuni ex-membri del M5S, si scoprì la realtà.

La stima dei rimborsi mancanti di Della Valle è tra i 170.000 e i 250.000 euro che l’ex parlamentare avrebbe finto di versare presentando ricevute, come da lui stesso dichiarato, “taroccate con Photoshop”.

“Taroccavo i bonifici con Photoshop” ( Ivan Della Valle, su adnkronos.com )

Seppur non ricandidato, Della Valle riesce comunque a fare eleggere a Montecitorio il suo collaboratore Luca Carabetta.

Nel 2019 si trova tra i sostenitori del movimento dei Gillet gialli italiani che chiedono l’uscita dell’Italia dall’UE, la flat tax al 15% e la riduzione delle accise sul carburante.

Questa mossa lo porta a riavvicinarsi in qualche modo all’ex-amico Luigi Di Maio, salvo poi aderire appunto a Vox prima come coordinatore regionale Piemonte e poi nel direttivo nazionale.

Alla fondazione di Vox, l’obbiettivo di Fusaro era quello di raccogliere i delusi del Movimento per lanciare la sua carriera politica: ne entrano a far parte consiglieri, senatori e altri simpatizzanti.

Ma nonostante la campagna acquisti non sfonda: Vox non raccoglie consensi né in termini di sondaggi né in termini di (ma dobbiamo essere sinceri, finora poche) votazioni in cui si è presentato.

Inoltre la posizione fortemente anti-europeista già occupata da altri partiti più strutturati e la grande confusione dello slogan di Fusaro “Valori di destra e idee di sinistra”, lo relegano ai margini della narrativa politica.

Insieme a Della Valle, tra i transfughi del M5S in Vox troviamo il senatore Carlo Martelli, travolto anch’egli dal caso delle finte donazioni al microcredito grillino, l’ex-sottosegretario con delega alla famiglia e disabilità Vincenzo Zoccano e alcuni consiglieri comunali di Pesaro.

 

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