Sullo sfondo la partita sulle sorti del Governo e l’opposizione “responsabile”

Da una parte c’è la Lega, che fa trapelare “sconcerto” e “preoccupazione” per la “lentezza del governo che continua a rinviare decisioni e misure per la ripresa”. Dall’altra c’è Antonio Tajani, che a nome di Forza Italia premette di non volere “rompere il centrodestra o fare governissimi” ma spiega anche che non è il momento di sgambettare l’esecutivo di Giuseppe Conte: “Non è questo il momento di far cadere il governo, usciamo dall’emergenza e poi vedremo cosa si fa”.

 Così nel centrodestra si accende il dibattito attorno all’ipotesi di un esecutivo di salvezza nazionale. E sullo sfondo resta la suggestione di alcuni parlamentari circa il sostegno della componente berlusconiana a un nuovo esecutivo, con l’ala sovranista all’opposizione.
Lo scontro attorno al Mes all’interno della compagine giallorossa ha alimentato convinzioni e speranze di una futura implosione del governo. C’è chi guarda alla crescente insofferenza di Matteo Renzi, che prima dell’emergenza Coronavirus sembrava un passo dalla rottura col governo, e chi, soprattutto sul fronte berlusconiano, prevede una rottura tra il Pd e il Movimento.
Una parte dei democratici – si valuta in ambienti del centrodestra – sembrerebbe sempre meno convinta dell’affidabilità dei cinquestelle e in pressing sul governo per risposte rapide sulla “fase 2“. Che questo si traduca in futuro in un patto di unità nazionale, però, è tutto da dimostrare è la conclusione. Anche perché il centrodestra si muove in ordine sparso, pur tra dichiarazioni ufficiali di unità. Le divisioni, tra l’altro, attraversano anche i singoli partiti, come dimostrano le indiscrezioni che parlano di divergenze tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.
Antonio Tajani – che assieme a Silvio Berlusconi ha riunito in videoconferenza lo stato maggiore azzurro – avrebbe iniziato a confrontarsi sempre più frequentemente con il premier, si ragiona nel centrodestra, in nome dell’emergenza. E sempre Forza Italia non ha tardato a inserirsi nella partita europea, smarcandosi dal voto contrario della Lega sui coronabond. “I recovery bond – sostiene invece l’ex presidente del Parlamento europeo – sono l’unica soluzione fattibile al momento”.
Le truppe parlamentari berlusconiane, d’altra parte, non sono favorevoli a una crisi al buio, senza alcuna certezza sugli equilibri futuri. “Un governo di unità nazionale è un’ipotesi prematura e non all’ordine del giorno – dice la capogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini – una crisi di governo nel pieno dell’emergenza sarebbe complicata e ingestibile”.
Per questo, la tesi che va per la maggiore è quella di assicurare la continuità della legislatura, qualunque sia la collocazione di Forza Italia: all’opposizione, ma responsabilmente. O in un nuovo esecutivo, così sostiene anche qualche big dietro anonimato. Senza escludere che possa essere ancora Conte a guidarlo.

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