Conte sfida la Germania: l’idea di Europa deve cambiare!

“È indiscutibile, l’Italia è stata lasciata sola, Italien war allein,” cosè si sfoga il premier italiano Giuseppe Conte in un’intervista concessa domenica 19 aprile alla testata tedesca Sueddeutsche Zeitung, poi riportata da Il Fatto Quotidiano.

Il tutto a pochi giorni da giovedì 23 aprile, quando il Consiglio d’Europa si riunirà per discutere una strategia socioeconomica comune come risposta alla crisi da Covid-19.

Conte ribadisce con forza l’emissione dei titoli comuni, i “recovery bond”, come strumento per l’uscita dalla crisi, avversati sia da Germania che dall’Olanda.

La prima viene però accusata da Conte di usare il proprio surplus commerciale come “freno per l’Europa”, la seconda di attirare multinazionali, e quindi vaste entrate, grazie alle facilitazioni fiscali.

E non dimentica quanto successo alla Grecia, a cui vennero chiesti, afferma, “sacrifici inaccettabili” al fine di ottenere i crediti. “Anche io sono fondamentalmente scettico sul Mes”, aggiunge, “Vedremo se davvero la nuova linea di credito sarà senza condizioni.”

Se la prende anche con gli stereotipi sull’Italia “spendacciona”, ricordando che il deficit proviene dagli interessi pagati dai tempi della transizione dalla lira, in pieno rispetto delle regole dell’unione.

E si spinge oltre, osservando che il punto di vista di Berlino e L’Aia deve cambiare.

“Quello che serve è un europeismo critico, ma costruttivo”.  (G. Conte)

In discussione quindi non è solo l’idea di solidarietà intra-europea, ma anche e soprattutto l’idea stessa di Europa come “progetto politico”, per usare le stesse parole di Conte, su questo in linea col presidente francese Macron.

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