C’è anche la memoria ancora vivente della Resistenza, tra gli anziani sotto attacco del coronavirus: i partigiani, che nella generazione più colpita nell’emergenza contano molte vittime.

“Esiste il rischio che la memoria si sfilacci – avverte Roberto Cenati dell’Anpi di Milano -. Ed è compito nostro tenerla viva e legata alla conoscenza della storia”. A Bergamo, una delle province epicentro del covid, “dal 15 febbraio ad oggi sono scomparsi 15 tra partigiani, patrioti e benemeriti”, racconta Mario Magistrati dell’Anpi.

Tra i nomi più significativi cita Pierina Vitali, 96 anni, dell’86esima brigata Garibaldi ‘Issel’ in Val Taleggio, “una coraggiosa staffetta partigiana – racconta -, figura particolarmente importante perchè grazie a lei si riusci’ ad arrestare un ufficiale tedesco. Poi venne scoperta e torturata a lungo perchè rivelasse i nomi”. Non parlò. Oppure Bruno Codenotti, allora giovanissimo, classe 1929. “Partecipò all’occupazione della Prefettura, insieme agli uomini della Banda Barba, il 25 aprile 1945. Riuscirono a respingere l’assalto di parte della colonna fascista di Resmini in fuga dalla Città”, ricorda, “nel dopoguerra a lungo un riferimento per tutto l’antifascismo, coppia indissolubile della Resistenza con la compagna Angelica Casile, ‘Cocca’, partigiana, scomparsa un paio di anni fa”. E staffetta fu Francesco Nezosi del 1930, testimone oculare della battaglia di Fonteno il 31 agosto ’44. Solo a gennaio collaborava a un progetto con Anpi per costruire un sentiero didattico sui luoghi della battaglia di Fonteno. “Era attivissimo, stava molto bene e aveva voglia di trasmettere la storia, la resistenza e la difesa dei valori della costituzione”.

Angelo Legnani, classe 1925, 171esima Sap Garibaldi a Pontirolo, scomparso anch’egli in questi giorni di pandemia, “al 70esimo anniversario fece un discorso molto appassionato che si concluse con un monito – ricorda Magistrati -: “Siamo chiamati a difendere le conquiste della Resistenza: un Paese senza memoria è un paese senza futuro”. A Genova, “nel giro di pochi giorni – racconta Massimo Bisca dell’Anpi provinciale – sono scomparsi Bruno Cristofanini, partigiano a 16 anni di Genova Cogoleto, Nereo Zopp di Sturla e poi personalità molto legate all’Anpi da una vita come Nino Rodà, o Franco Tassistro, molto conosciuto in Valpolcevera”.

Impossibile a caldo far un elenco esaustivo su tutta Italia. Cenati di Milano segnala ad esempio la recente scomparsa, non si sa se per covid, di Silvestre Loconsolo, partigiano e poi noto fotografo degli scioperi e delle lotte operaie, 99 anni. Oppure a 100 anni di Giuseppina Marcora, staffetta, cattolica, sorella dello scomparso Giovanni ‘Albertino’ Marcora, a lungo ministro dell’Agricoltura, e già partigiano. O di Tonino Guerra, “partigiano a Rho aveva 93 anni, era malato da tempo”. O ancora Savino Frascari partigiano sull’apennino emiliano, del 1928, trasferitosi nel dopoguerra a Milano. “Fuori Milano è deceduta per covid Gina Saracco del 1926 di Pinerolo, partigiana combattente”, o Wanda Canna, staffetta partigiana della Valsesia di 98 anni. “Nel 2016 avevamo conferito i diplomi di partigiani del ministero della difesa a 100 partigiani – ricorda Cenati -. Nel giro di 4 anni se ne siano andati più della metà”.

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