Venezuela: golpe fallito. Gli USA negano coinvolgimento

Sono 14 i mercenari catturati dalle autorità venezuelane domenica 10 maggio. Salgono così a 31 i golpisti catturati sinora, fra cui figurano ex alti funzionari dell’esercito bolivariano. Tutti facenti parte dell’Operazione Gedeone, incursione marittima del 3 maggio, partita dalla Colombia. Destinazione, il Porto di La Guaira, a 30 km dalla capitale Caracas.

A bordo di motoscafi, miravano ad un golpo di stato militare e alla cattura, se non all’assassinio, del presidente Nicolas Maduro, sulla base delle accuse lanciate dagli USA di “narco-terrorismo”, almeno stando alle confessioni degli arrestati.

L’operazione era stata sventata sul nascere dalle forze venezuelane, con l’uccisione di 8 combattenti e la cattura di 13, inclusi due cittadini americani, Luke Denman ed Airan Berry.

Tre delle imbarcazioni, piene di armi e munizioni, sono state ritrovate sabato dalle autorità venezuelane, abbandonate presso il fiume Orinoco.

Il tutto dopo che solo venerdì scorso il capo dell’opposizione, l’autoproclamato presidente Juan Guaidò, aveva negato nuovamente l’esistenza di un accordo in corso con forze mercenarie a guida statunitense per l’ennesimo tentativo di colpo di stato, bollandolo come un “fake”, un falso che serve a “giustificare il rapimento e l’arresto di membri dell’opposizione”.

Eppure il documento che testimoniava tale accordo, un vero e proprio contratto da 213 milioni di dollari, era stato pubblicato nientedimeno che dal Washington Post giovedì 7 maggio: 41 pagine “consegnate direttamente da funzionari dell’opposizione”, precisa il giornale.

Tra le firme, infatti, troviamo l’alto consigliere dell’opposizione Juan Rendon, che ha ammesso all’agenzia Reuters di aver fatto da mediatore.

A beneficiarne, la compagnia privata di sicurezza Silvercorps, con base in Florida e capeggiata dall’amministratore delegato Jordan Goudreau. Goudreau, particolarmente deluso, ha lamentato il mancato compenso in un’intervista esclusiva per il canale in lingua ispanica ma con base in USA Factores de Poder.

Un compenso promesso “di settimana in settimana” dai mediatori di Guaidò e mai arrivato.

Il coinvolgimento delle forze militari e dell’intelligence colombiana è stato confermato anche da altri funzionari incarcerati, come l’ex generale Clíver Alcalá Cordones. “Ivan Duque, presidente della Colombia, deve rispondere di questo al suo popolo ed al mondo”, ha twittato il Ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza.

Mentre i due mercenari americani hanno confessato il tutto in una conferenza virtuale trasmessa dalla TV di Stato.

Il presidente Maduro ha incolpato direttamente Donald Trump, Mike Pompeo e l’intero Dipartimento di Stato di essere i mandanti dell’operazione, ed ha chiesto l’estradizione del “contractor” Jordan Goudreau.

Sia Trump che Pompeo negano un diretto coinvolgimento del governo americano.  Infatti, in conferenza stampa Pompeo ha commentato: “Se fossimo stati coinvolti, avremmo agito diversamente.”

Non è chiaro infatti se e quanto il Dipartimento di Stato sia coinvolto.

Considerando che pochi giorni prima dell’incursione marittima Pompeo annunciò istruzioni per riaprire l’ambasciata a Caracas, commenta Anya Parampyl, giornalista del Grayzone, che ha raggiunto telefonicamente sia lo stesso Goudreau che Drew White.

Quest’ultimo, ex alto funzionario della Silvercorps che lasciò la compagnia non appena si accorse dell’assenza di legittimità e di fattibilità del progetto in Venezuela.

Dall’intervista emerge che l’operazione “fosse stata presentata” come sostenuta dal Dipartimento di Stato, ma non ufficialmente .

In ogni caso -- ufficiale o ufficioso che sia -- come i numerosi arresti confermano, si tratta dell’ennesimo tentativo di colpo di stato andato a male.

 

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