La nuova pesantissima grana della Lega si chiama Domenico Furgiuele

Per anni la Lega Nord si è battuta per l’indipendenza della Padania. Poi le inchieste giudiziarie hanno travolto il partito, l’ex segretario Umberto Bossi è stato condannato a Milano in primo grado per appropriazione indebita e a Genova in appello per truffa aggravata ai danni dello Stato, mentre la Cassazione ha da poco confermato il sequestro dei circa 49 milioni di euro di rimborsi elettorali degli anni 2008-2010 ottenuti dalla Lega sulla base della presentazione al parlamento di rendiconti ritenuti dalla Procura irregolari. Ora però la Lega si presenta con una nuova veste, uomini e progetti diversi. La parola Nord è sparita, il segretario non è più Bossi ma Matteo Salvini, il motto “Prima il nord” è stato sostituito con “Prima gli italiani”, c’è anche un nuovo simbolo, mentre l’obiettivo è la trasformazione dell’Italia in uno Stato federale. È così che nel nome di Salvini il partito sta crescendo sempre di più da Nord a Sud. Ma chi sono i nuovi leghisti del Meridione? Per scoprirlo ‘Report’ recentemente ha “battuto” le regioni del sud Italia in lungo e in largo e ha incontrato coordinatori, candidati, assessori e deputati.

Gli ultimi problemi in casa Lega si chiamano Domenico Furgiuele. Se c’è qualcosa da sistemare lo farò personalmente, però, per quello che riguarda Spirlì e per quello che riguarda Furgiuele” dico che “fanno parte di una squadra e per me conta la squadra, comunque sarò presto in Calabria“. Così Salvini, lo scorso 12 maggio, nel corso di una intervista all’emittente calabrese LaC, rispondeva a una domanda del giornalista in studio, che gli chiedeva un commento sui due uomini della Lega nella regione, riportando le lamentele di alcuni militanti del suo partito. Riferendosi anche a Domenico Furgiuele, il deputato classe 83′ imprenditore edile, che nell’ambito dell’operazione “Waterfront” è finito nell’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, che ha permesso di scoprire un’organizzazione in grado di pilotare appalti in favore della ‘ndrangheta, che ha  visto coinvolti imprenditori, pubblici ufficiali e sequestrato di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro.

Il deputato leghista è stato coinvolto in quanto ex amministratore e titolare della maggioranza delle quote della Terina costruzioni, ruolo che ha abbandonato dopo la sua elezione. Furgiuele è indagato per due gare d’appalto, quella per l’eliporto dell’Ospedale di Polistena e quella per il ripristino della viabilità a Bandina, nei pressi di San Giorgio Morgeto. In entrambe le circostanze – secondo il procuratore aggiunto Gaetano Paci e il pm Gianluca Gelso – il leghista avrebbe messo la sua società a disposizione delle manovre ordite dai Bagalà, espressione economica del clan Piromalli, per “aggiustare” le gare d’appalto.

Furgiuele che siede anche in Commissione Difesa e Cultura, ha affermato all’AdnKronos: “Chiarirò la mia posizione, sono tranquillissimo, chiarirò tutto, ho piena fiducia nella magistratura. Non è una cosa – prosegue ancora– che riguarda la mia attività politica, ma, come riporta la stampa, come amministratore di una società, avrei partecipato a due gare d’appalto incriminate, sulle 22 finite nell’inchiesta, non vincendone neanche una. Reazioni nel mio partito? Stasera – ha concluso Furgiuele – chiamerò i vertici, sentirò Salvini”.

 

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