Intelligenza artificiale: Microsoft e l’era dei robot giornalisti

“Ho passato un sacco di tempo a leggere di come automazione ed Intelligenza Artificiale ci prenderanno il lavoro. Ed eccomi qui: l’Intelligenza Artificiale mi ha sottratto il lavoro.”

A parlare è uno dei giornalisti di Microsoft.

La compagnia californiana ha annunciato infatti, giovedì 28 maggio, il licenziamento imminente di una cinquantina di giornalisti curatori del portale MSN.com.

27 di questi si trovano nella sola Gran Bretagna, formalmente impiegati dall’agenzia Press Association Media.

Il sito, lanciato nel 1995 come home page che offriva notizie originali a milioni di utenti in tutto il mondo, oggi non produce più contenuti, ma seleziona notizie confezionate da terzi, condividendo con essi i proventi pubblicitari.

La delega ai robots tuttavia, come sottolinea lo stesso impiegato, intervistato dal The Guardian, non è esente da rischi.

La selezione manuale delle notizie infatti avviene seguendo una linea editoriale scrupolosa:  vengono evitati contenuti violenti e potenzialmente inappropriati per il pubblico più giovane e vulnerabile, esclusi contenuti inaffidabili, mentre viene assicurata il più possibile un’ampia gamma di opinioni politiche.

Tutte operazioni di stampo etico difficilmente eseguibili da un bot sulla base di algoritmi.

Il portavoce di Microsoft ha escluso che si tratti di una decisione correlata alla pandemia da Covid-19, per quanto anche il gigante tecnologico, come molte altre aziende, ha mandato molti dei suoi impiegati in cassa integrazione o provveduto a ridurre i salari.

Ha dichiarato: “ciò può risultare in un aumento di investimenti in un settore e, di volta in volta, in un ridimensionamento in altri.”

I nuovi giornalisti robot inizieranno a lavorare già da fine giugno.

Ma sarà solo l’inizio. Ora ci si aspetta che Microsoft prenda decisioni simili anche in altre parti del mondo.

Uno dei giornalisti operanti in America, interpellato dal Seattle Times, ha dichiarato, “Il lavoro è stato semi-automatizzato per alcuni mesi, ma ora il tutto sta andando avanti a piena velocità.

È demoralizzante che le macchine possano rimpiazzarci, ma eccoci qui.”(3)

Se in questo caso le macchine hanno sostituito operazioni di mera selezione di testi, gli interrogativi che emergono sul futuro sono inevitabili: quale sarà la prossima frontiera?

Saranno i robot in grado di sostituire anche il lavoro di analisi e di inchiesta?

Leggeremo articoli di opinione formulate sulla base di algoritmi?

Ai posteri (molto prossimi) l’ardua sentenza.

Leni Remedios

 

 

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