Elezioni, Grandi (Comitato no taglio parlamentari): “Se si vota il 20 settembre impossibile informare i cittadini”

Pretendere che una modifica della Costituzione su un punto centrale come il ruolo del parlamento venga discussa e votata da sola, è il minimo. Un voto di valenza costituzionale non può mischiarsi con uno di valore politico-amministrativo. Del resto nessuno può sostenere oggi, su basi motivate e certe, che votare in ottobre sarebbe più pericoloso che a settembre, non potendosi prevedere il decorso del Covid-19. Invece è certo che votare il 20 settembre renderebbe praticamente impossibile informare i cittadini e discutere del taglio dei parlamentari“. Lo dichiara riguardo all’ipotesi election day, il vicepresidente del Comitato per il No al taglio del Parlamento ed ex sindacalista e deputato dell’Ulivo Alfiero Grandi.

Il prossimo 8 giugno la Camera si pronuncerà sulla data delle prossime scadenze elettorali. Il governo, su pressione del Movimento 5 Stelle, vuole che le elezioni regionali e comunali si tengano in un’unica giornata insieme al referendum costituzionale riguardante il taglio dei parlamentari. “La situazione creata dalla pandemia e dalla drammatica crisi occupazionale ed economica che ne è seguita, fanno fede i dati dell’Istat, il rapporto con l’Unione Europea chiedono di rilanciare il ruolo di rappresentanza del parlamento, non il suo taglio. Un conto è operare aggiustamenti, esaltando il ruolo centrale del parlamento, un altro proporne il taglio, che è taglio alla democrazia. La vittoria del No è l’antidoto per bloccare scelte sbagliate e controproducenti“, conclude Grandi.

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