Fratelli d’Italia dice sì al dialogo con il governo ma a due condizioni

“C’è un clima liberticida, una deriva preoccupante. Si vuole mettere a tacere il centrodestra. Ed è controproducente, perché la rabbia nel Paese è reale, può esplodere da un momento all’altro, e se a incanalarla in modo democratico c’è l’opposizione è un bene, non un pericolo”. Lo dice al Corriere della Sera il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Che sulle critiche ricevute dal centrodestra sulla manifestazione del 2 giugno afferma: “Le polemiche si fanno solo se le manifestazioni le organizziamo noi. Abbiamo visto assembramenti il 25 aprile, all’inaugurazione del Ponte di Genova, per Silvia Romano, anche – ed è comprensibile – a Codogno per la visita del capo dello Stato. Ma gli unici su cui indaga la Digos siamo noi e i negozianti che si erano permessi di manifestare contro il governo”. “Se la gente ha così tanta voglia di partecipare, forse il governo dovrebbe interrogarsi. La gente non scende in piazza per fare un favore a noi, ma perché aspetta la cassa integrazione da tre mesi e Conte finge che sia stata pagata. Prendersela con noi è la cosa più facile, ma tentare di farci tacere peggiorerà solo le cose”, aggiunge. “Io la mascherina l’ho sempre indossata e parlo per me – sottolinea Meloni -. E non avendo elementi per dire che il Covid sta sparendo non lo faccio, ne parlino gli esperti. Se dicono di utilizzare le mascherine, le utilizziamo. Ma le mascherine non devono diventare un bavaglio”.

Sull’apertura del premier Giuseppe Conte al dialogo con l’opposizione, il leader di Fdi commenta: “Al netto del fatto che considero ridicolo che il premier si presenti per dire quello che ‘farà” mentre la gente sta ancora aspettando i soldi che aveva promesso due mesi fa, mi sembra solo un gettare la palla in avanti. Vogliono dialogare? Bene, ecco le due condizioni. Sparisce tutto quello che non c’entra con il rilancio: poltrone, consulenze, amenità, bonus inutili. E le riunioni tra governo e opposizione le facciamo in streaming, così gli italiani potranno giudicare. Ci stanno? I signori del M5S, che tanto amavano la trasparenza, guarda caso adesso dicono di no…”. Alla domanda se il centrodestra sia sempre una coalizione, Meloni risponde cosi’: “Abbiamo sempre avuto accenti diversi, non siamo un partito unico, ma è una ricchezza. E lo è perché, se andassimo al governo, avremmo un programma comune e compatibile, perché condividiamo la stessa visione del mondo. Cosa che non accade in questa maggioranza dove sono davvero diversi e divisi. Per questo penso che il governo Conte non sia quello con cui l’Italia può riprendere il cammino. E, una volta finita l’emergenza sanitaria, è giusto tornare a libere elezioni”. 

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