“Dai giornali”, press review del 6 giugno 20

INTERNI
 

Malumore. Franceschini a Conte (nella riunione dei capi delegazione): “Altro che Stati Generali, arrivano 200 mld di euro e non abbiamo una strategia per spenderli” (Guerzoni sul Cds). Una base di partenza per gli Stati Generali potrebbe essere il piano di Colao ma Conte non ci pensa proprio perchè gli farebbe ombra: vuole la vetrina per sè (Ciriaco su Rep)

 
Balla da solo. Messaggio della coalizione a Conte: se pensa di ballare da solo per assenza di alternative, commette un grave errore di presunzione. Potrebbe incespicare mentre balla (Verderami sul Cds)
 
Data elezioni. Le scuole riaprono il 14 settembre ma il 20 e 21 (salvo modifiche al decreto) già si vota e inoltre poi bisogna aspettare la sanificazione degli ambienti. Per di più in Toscana potrebbe esserci il ballottaggio quindi altri giorni di chiusura. Votare il 13 e 14 settembre, però, significa raccogliere le firme e comporre le liste entro inizio agosto. Insomma è caos (Salvini sul Ft)
 
Giustizia. L’ex capo del Dap Santi Consolo: “Rimane un mistero perchè Bonafede abbia scelto Basentini come capo del Dap…” (int. sul Riformista)
 
Azzolina intoccabile. Pur essendo consapevole dell’incapacità totale del ministro Azzolina, Conte non la può nè sostituire nè umiliare (nominando un tecnico a gestire la riapertura delle scuole). Il ministro è una “protégée” di Fico e non si può toccare. Fico è fra i pochi rimasti a sostenere il premier… (Cesaretti sul Gn)
 
Reporter di ritorno. Di Battista scalpita sui social e nelle interviste per riprendersi un ruolo (e uno stipendio). Di Maio gli sta facendo terra bruciata attorno espellendo i suoi fedelissimi e lui risponde rafforzando l’asse con Casaleggio. Il tutto nell’attesa del colpo a sorpresa di Grillo che scuoterà dalle fondamenta il M5s (Trocino sul Cds)
 
Valzer delle Commissioni. Al Senato al M5s ne rimangono 7 (ma cambieranno). Al Pd 4 ma Zingaretti non tocca palla perchè se le dividono gli ex renziani e Franceschini. Renzi paga la cambiale a Nencini (detiene il simbolo del Psi che al Senato permette l’esistenza di Italia viva) e gli cede una delle due commissioni che spettano a Italia Viva. Alla Camera è più complicato: nella partita rientra pure il riequilibrio dell’ufficio di Presidenza (Valentini sul Fg)
 
Porto cruciale. Sulle sorti del porto di Trieste una partita geopolitica mondiale. L’Anac destituisce il capo del porto, Zeno D’Agostno, per incompatibilità ma la partita va molto oltre. Per intenderci: Trieste è l’unico porto che ha sottoscritto un accordo direttamente col presidente della Cina per la via della Seta. Per facilitare il commercio, la Cina apre società in Ungheria e la merce diventa per magia europea. C’è un altro problema: in quel porto passa pure il petrolio americano verso Austria e Germania… (Mangrano su La Ver) 
 
Campania In Campania Giggino si mette di traverso e, attraverso Crimi, fa saltare l’alleanza che Pd, Fico e De Magistris stavano costruendo. Lo schema di Giggino è chiaro: niente alleanze col Pd, nemmeno alle politiche. Mani libere e poi si vede (Napolitano sul Gn)
 
Lombardia. La renziana Baffi cede alle pressioni (sopratutto di Renzi) e lascia la Commissione d’inchiesta regionale sulla gestione dell’emergenza Covid. 
 
ESTERI
 
Ultima carta. Per sanare le fratture della società americana, a Trump non rimane che giocarsi la carta del patriottismo dichiarando guerra alla Cina. Gli mancano però le tre condizioni base: 1) la coesione del fronte interno; 2) chiarezza nella distribuzione del potere con gli Stati Federati; 3) la catena di comando obbediente (Caracciolo sulla St)

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